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Riscatto azzurro, a Bologna. Con due gol di Lozano redivivo, il Napoli in una volta sola cancella la rovente delusione in coppa Italia e guadagna pure due punti sull’Atalanta e l’Inter e addirittura tre sul Milan. Meglio di così non poteva andargli, insomma. E non è tutto. Al di là del risultato, infatti, le notizie migliori Spalletti le riceve dal recupero di un po’ di calciatori assai importanti,  a cominciare da Osimhen, tornato in campo dopo meno di due mesi dal terribile infortunio di Milano. Modesta serata, invece, quella del Bologna, che solo nel finale si mostra un po’ vivace. Poco, troppo poco per sperare di evitare la sconfitta.    

LE SCELTE - Comunque sia, sono due squadre ammaccate, rabberciate, pure un po’ arrangiate all’ultimo momento, il Bologna e Napoli. Tra virus, coppa d’Africa e accidenti vari, Sinisa e don Luciano restano tra gli allenatori con più problemi e preoccupazioni. E assenze, si capisce. Pure per questo il match sembra sfuggire a facili letture preventive. Sembra, però. Perché quando poi la parola passa al campo si capisce subito le cose come stanno. Perché il Napoli s’appropria degli spazi e del pallone; pressa alto; s’esalta col palleggio e col possesso e tiene il Bologna schiacciato al limite dell’area di Skorupski. Domina, insomma, la squadra di Spalletti. Domina, ma quel suo bisogno di giocare rapido e stretto e col pallone a terra non gli rende facile il lavoro. Del resto, con Mertens e Lozano là davanti, a tenere palla bassa il Napoli è costretto. Però si vede che ha voglia di giocare e che è anche obbligato a darsi da fare dopo la figuraccia in coppa. Ma il campionato è un’altra cosa, come dimostrano pure le scelte di Spalletti che ne cambia sei rispetto all’ultimo match con la Fiorentina, che mette in campo Zielinski free covid in mattinata e arrivato da solo in treno all’ultimo momento, che preferisce i “piccoletti” a Politano e Petagna e che recupera Fabian a centrocampo e Osimhen in panchina.

LA SVEGLIA - Ovvio, anche il Bologna ha il dovere di  rifarsi dopo la sconfitta in terra sarda, ma Mihajlovic ha probabilmente anche più problemi del collega azzurro. Anche a lui mancano giocatori in quantità e sul prato, ad essere sinceri, la squadra mostra limiti e difficoltà. Tant’è che Sinisa s’agita, urla, richiama questo e quello, ma ne ricava poco. 
E quindi è il Napoli che  fa quello che vuole. O, meglio, che s’avvicina immediatamente al gol. Sei minuti appena, infatti, e Fabian offre a Lozano  il pallone giusto
, ma, solo davanti al portiere, il messicano pure lui in semiconvalescenza, spara su Skorupski, certamente bravo, ma sicuramente anche graziato. Ma mancato il vantaggio, il Napoli ricomincia il suo tran tran. E così arriva il ventesimo minuto. Quando Elmas, non proprio brillantissimo sino a quel momento, si beve De Silvestri e da destra mette basso per Lozano che brucia Theate e mette in porta col sinistro. Un gol che è la sintesi della superiorità napoletana. Un gol che però dà al Bologna una mezza sveglia. Ora, infatti, mostra intraprendenza la squadra di Sinisa. Riesce ad “alzarsi”, a dare un po’ di buona geometria alle sue giocate anche se Meret, al di là di un’uscita sui piede di Soriano (37’)  non ha mai fastidi veri. Due o tre tiri da lontano di facile presa: tutto qui quello che il Bologna mette assieme, infatti. Brivido vero, invece, per Skorupski a pochi secondi dal riposo, quando è il palo a negare a Fabian un gol che, se il pallone fosse entrato in porta, avrebbe meritato d’essere pure incorniciato.

QUALITA' - Ma il gol del raddoppio è da quelle parti, ormai. E, infatti, appena si torna in campo, mentre il Bologna prova magari ad organizzare la rimonta, scatta un classico e velenoso contropiede. E’  Zielinski (47’) che dalla metà campo azzurra lancia Fabian che se ne va e poi crossa basso per Lozano verso il secondo palo. Elegante il controllo, Skorupski messo a sedere e palla comodamente messa in porta. Un colpo terribile per questo Bologna invero troppo debole e incompleto per opporsi ad un Napoli che ha più velocità e più confidenza col pallone; più qualità per dirla in una parola sola. E a nulla serve il darsi da fare di Mihajlovic, il quale prova a rifondare la sua squadra cambiandone quattro in una decina di minuti: fuori, infatti, Arnautovic, Viola, Sansone e poi anche Hickey e dentro Falcinelli, Dominguez, Skov Olsen e poi anche Pyyhtia, diciottenne finlandese alle prime armi.

IL RITORNO DI VICTOR - Ma il cambio che attira più attenzioni e curiosità è quello che fa il Napoli. Al minuto 71’, infatti, salutano Mertens e Lozano e assieme a Politano torna in campo Victor Osimhen. Cinquantasette giorni dopo le sette fratture al volto rimediate a Milano, il nigeriano mascherato torna in campo. E per il Napoli il recupero del centravanti (assieme a quello di Zielinski che poi lascia il posto a Demme) è la notizia migliore degli ultimi tempi. Cambi e ricambi, ma ormai la partita ha da raccontare veramente poco. Il Napoli, infatti, forse anche per stanchezza, rallenta ed amministra; il Bologna, invece, pur guadagnando un po’ di campo e centrando nell’extra time un palo con Svanberg su calcio da fermo, ormai non può evitare la sconfitta.   

IL TABELLINO

Bologna – Napoli: 0-2 (primo tempo 0-1)

Marcatori: 20’ pt Lozano, 2’ st Lozano.

Assist: 20’ pt Elmas, 2’ st Fabian Ruiz.

Bologna (3-4-2-1): Skorupski; Soumaoro, Binks, Theate; De Silvestri, Viola (7’ st Dominguez), Svanberg, Hickey (27’ st Pyythia); Soriano (22’ st Vignato), Sansone (7’ st Skov Olsen); Arnautovic (7’ st Falcinelli). All. Mihajlovic.

Napoli (4-2-3-1): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Mario Rui; Fabian Ruiz (41’ st Ghoulam), Lobotka; Zielinski (35’ st Demme), Lozano (26’ st Politano), Mertens (27’ st Osimhen); Elmas (41’ st Petagna). All. Spalletti.

Arbitro: Marinelli di Tivoli.    

Ammoniti: 43’ pt Soumaoro (B), 6’ st Zielinski (N), 12’ st Theate (B), 49' st Binks (B).