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  • Napoli: se parte Mertens serve Azmoun, non Belotti

    Napoli: se parte Mertens serve Azmoun, non Belotti

    • Luca Bedogni
      Luca Bedogni
    C’è un reparto del Napoli che ha bisogno di rinnovarsi: l’attacco. Non è tanto un problema di svecchiamento, è che ciò che un tempo era notevole ora è rimasto solo notorio. Insigne, Mertens, Callejon… un tridente d’oro all’epoca di Sarri che oggi rischia con Gattuso la maniera, dopo aver attraversato indenne (?) la rivoluzione dolce e fallimentare di Ancelotti. Se il campionato attuale dovesse saltare per aria (finché non vedo la ripartenza coi miei occhi, non ci credo), per gli azzurri non sarebbe pensabile, non sarebbe nemmeno sano, ripresentarsi il prossimo anno con questo terzetto titolare. Dunque vanno cambiate le ali o il centravanti. È un fatto che Gattuso straveda per il belga. Tuttavia proprio Mertens è destinato a diventare (lo è già) l’ uomo-mercato di questa estate, a meno di importanti svolte sentimentali nella questione rinnovo. E se l’addio annunciato di Callejon non sembra far collassare il reparto grazie all’innesto di Politano (ma basterà Politano?), l’eventuale partenza di Mertens lascerebbe un sapore di smobilitazione piuttosto forte. Ma quale Boga se resta Insigne a far da tappo? Quale Everton del Gremio? Se Insigne è un punto fermo, occorre cercare il successore di Mertens, un giocatore vagamente simile, che ricordi a Gattuso le sue caratteristiche perdute. Di recente si è fatto il nome di Belotti, ma capite bene la distanza tra i due nell’interpretazione del ruolo. E poi Belotti piaceva a Carletto. In questi giorni invece è spuntato il nome di Sardar Azmoun, attaccante venticinquenne dello Zenit. Profilo assai più interessante.  
     
    AZMOUN È ADATTO?– Togliamoci subito il dente: Azmoun nello Zenit di Semak (ex assistente di Spalletti) gioca in un 4-4-2/4-2-3-1, in compagnia del gigante Dzyuba. È una prima, grossa, differenza. Sappiamo infatti che Gattuso difficilmente si schioda dal suo 4-3-3. Dunque ad Azmoun verrebbe chiesto di agire senza riferimento vicino, da prima punta anziché da seconda. E cambia avere il vuoto davanti a sé o avere Dzyuba (1,96 m). Ecco in azione Azmoun, posizionato “sotto” al centravanti russo, nella partita di Champions contro il Lione.

    Napoli: se parte Mertens serve Azmoun, non Belotti

    Ricevuto il pallone dal terzino sinistro, il numero sette dello Zenit controlla fronte alla porta e chiede una triangolazione al compagno d’attacco.

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    E Dzyuba di tacco, con una finezza, lo mette in porta. Notevole l’accelerazione improvvisa a suggerire l’idea e ad attaccare lo spazio. ‘Driesiana’, oserei dire.
     
    Napoli: se parte Mertens serve Azmoun, non Belotti

    Davanti al portiere poi è solo un rigore in movimento.

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    DA VERTICE - ​Diventa più interessante allora vederlo da vertice, quando i due attaccanti dello Zenit invertono la posizione (o la funzione). Come si comporta Azmoun se è marcato stretto da un signor difensore come Upamecano del Lipsia? I suoi movimenti senza palla ricordano vagamente quelli di Mertens? Guardate quest’ottimo smarcamento ai danni del centrale francese, come si crea Azmoun uno spazio da attaccare.

    Napoli: se parte Mertens serve Azmoun, non Belotti

    Prima sparisce dal radar, gli va quasi dietro la schiena (o perlomeno glielo fa credere, inducendolo ad aprirsi), poi scatta deviando verso lo spazio che aveva in mente di attaccare.

    Napoli: se parte Mertens serve Azmoun, non Belotti

    Ha guadagnato un tempo importante sul difensore, e Azmoun è veloce...

    Napoli: se parte Mertens serve Azmoun, non Belotti

    ‘LEGA’ O NON ‘LEGA’? – Giocando da seconda punta ha sviluppato per forza una qualità tanto cara a Gattuso e nella quale Mertens primeggia. Quella di saper ‘legare’ il gioco tra reparto e reparto. L’iraniano possiede una certa predisposizione associativa, che in alcune fasi della manovra (decisive per il gioco di Gattuso) si manifesta sotto forma di sponde e scambi in velocità. Qui Azmoun va a raccogliere una verticalizzazione rasoterra di un compagno, per consentire la risalita graduale del pallone. 

    Napoli: se parte Mertens serve Azmoun, non Belotti

    Ne esce fuori una sponda di tacco per il terzo uomo.

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    GIOCO AEREO - ​Inoltre Azmoun, a differenza di Mertens, ha stazza e movenze da centravanti elegante e longilineo. È alto 1,86 e quand’era più piccolo giocava a pallavolo, da opposto pare. L’elevazione dunque non gli manca, cosa che lo rende estremamente completo. Il Napoli avrebbe quindi trovato un giocatore in grado di conciliare in sé le caratteristiche di Mertens e Milik? Soluzioni come questa, trovata da Azmoun nella partita Zenit-Benfica, potrebbero tornare utili anche a Gattuso. Taglio e sponda aerea dentro l’area, in questo caso di petto, per il compagno accorrente. Vedete che Dzyuba poteva anche lasciargli l’area certe volte…

    Napoli: se parte Mertens serve Azmoun, non Belotti 

    TANDEM CON PETAGNA? – Qualora poi il tecnico del Napoli volesse modificare l’assetto a partita in corso, perché non pensare a una possibile convivenza con Petagna? Quando infatti col 4-3-3 Gattuso non sfonda, spesso gli capita di passare alle due punte (4-4-2/4-2-4). In questi casi Azmoun tornerebbe a ricoprire il ruolo di seconda punta dinamica che lo ha fatto esplodere allo Zenit. Qui sotto, mentre si avventa sulla torre di Dzyuba. Possiamo immaginare una combinazione identica tra l’iraniano e il centravanti del Napoli in prestito alla Spal.

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    Azmoun che calcia al volo dal limite, su assist di Petagna.

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