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L’ottimo lavoro di Rino Gattuso a Napoli si percepisce quotidianamente, attraverso la crescita di elementi che con Ancelotti avevano perso smalto e sicurezze. Insigne è il simbolo più grande, ma anche Hysaj o Maksimovic, Zielinski e Fabian Ruiz vanno annoverati tra quelli “irriconoscibili” rispetto alla prima parte di questa controversa stagione. 

Ma la crescita della squadra da quel fatidico 10 dicembre, sera dell’esonero di Ancelotti, va osservata anche attraverso la lettura della classifica. Cominciando dai numeri secchi che il team azzurro ha fatto registrare da quando Ringhio si è accomodato sulla panchina che fu proprio di Ancelotti. Quindici partite a testa come coach di questa squadra, con risultati che attestano quanto sia stato positivo per il Napoli l’avvicendamento tecnico.

Nelle 15 panchine di Gattuso in serie A, il team ha fatto 27 punti con 9 vittorie e 6 sconfitte. Un rendimento tale che permetterebbe oggi l’accesso alla zona Champions League, in virtù di un quarto posto alle spalle di Lazio e Atalanta (entrambe seconde con 35 punti) e della Juventus capolista con 39 punti. L’Inter e il Milan sarebbero, nello stesso arco temporale, sesta e settima in classifica con 26 punti a testa. 
Ancelotti, partito con il proposito di contendere lo scudetto alla Juventus, ha fatto molto peggio nello stesso numero di partite (15) giocate all’inizio dell’attuale campionato. Più precisamente, ha ottenuto 5 vittorie, 6 pareggi e 4 sconfitte, con 21 punti in graduatoria e un settimo posto alla pari con il Parma. A conti fatti sono 6 punti in meno rispetto a Gattuso e una posizione ben al di fuori della zona Champions che, nello stesso periodo temporale, sarebbe appannaggio di Cagliari (29 punti), Lazio (33), Juventus (36), ma soprattutto Inter che dopo i primi 15 turni del campionato era in testa alla classifica con 38 punti. 

La squadra di Conte ha avuto un crollo clamoroso: nelle successive 15 gare ha avuto un crollo di 12 punti. Va aggiunto che con Gattuso la Coppa Italia è tornata all’ombra del Vesuvio dopo 6 anni di assenza e oggi la squadra ha raggiunto il quinto posto in classifica. Una magra soddisfazione se vista banalmente solo in termini di graduatoria, ma molto significativa se si valuta l’aggancio alla Roma. Dalla 20esima giornata, quando il Napoli perse in casa contro la Fiorentina e Gattuso aveva preso il Napoli da 5 partite, il distacco dai giallorossi era di ben 14 punti (38 contro 24), mentre oggi la crisi si è trasferita da Napoli al Colosseo.