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Napolimania: Garcia voleva inventare il calcio, Mazzarri medico di famiglia. Bastava non cambiare nulla

Napolimania: Garcia voleva inventare il calcio, Mazzarri medico di famiglia. Bastava non cambiare nulla

  • Salvatore Caiazza
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E Mazzarri fu. Ci sono volute 12 partite di campionato e 4 di Champions per capire che il Napoli campione d'Italia non era adatto per Rudi Garcia. Alla 13esima sfida di Serie A finalmente gli azzurri, guidati dal vecchio amico dei colori partenopei, si è tornati a vincere ma soprattutto si è battuta una grande. Ma c'erano riusciti prima, con il francese in panchina, Di Lorenzo e compagni. Infatti avevano perso con Lazio, Fiorentina, Real Madrid e pareggiato col Milan dopo un primo tempo pessimo. Mazzarri è stato un vero e proprio medico di famiglia. Ha allenato veramente poco il Napoli da quando è stato chiamato da De Laurentiis. Tra nazionali ed infortuni è stato per una settimana solo lui e pochi intimi. Poi sono cominciati ad arrivare gli altri. Nel frattempo si era fermato anche Lindstrom con Mario Rui già in infermeria. Poi contro l'Atalanta si è “lesionato” l'altro terzino sinistro Olivera. Anguissa addirittura è arrivato venerdì e sabato ha giocato.

Dunque, ha fatto il possibile Walterone da San Vincenzo. Si vede che rispetto al suo predecessore ha toccato le corde giuste. Pur rimanendo un anno fuori dai giochi è rientrato con il piglio giusto. Ha fatto ritorno in una piazza che fece vincere e godere di bei traguardi una decina di anni fa. De Laurentiis avrebbe preferito il giovane Tudor ma quando gli è stato risposto che il 4-3-3 non sarebbe stato il suo modulo e che non avrebbe mai accettato un contratto di sette mesi, si è tirato indietro. A quel punto si è corso dall'amico come detto. Che ha detto subito sì. Quale migliore occasione per tornare con una big. Una big che ha vinto lo scudetto. E che quindi è ancora molto forte. E si è visto a Bergamo. Soprattutto nel primo tempo. Quando, con Spalletti in tribuna, c'è stata un'ottima prestazione. È riuscito praticamente tutto. Compreso due gol. Ma solo uno è stato certificato. Quello di Kvara mentre a Rrahmani è stato annullato per una posizione di fuorigioco. Ci voleva poco, dunque, a permettere ai campioni d'Italia di esprimersi come sapevano. Senza cambiare nulla.

Voleva fare la rivoluzione Garcia. Che mai ha menzionato il tricolore, tanto meno ha fatto i complimenti al predecessore. Credeva di poter inventare il calcio in una piazza abituata ad un'estetica partita da molto lontano e completata dall'attuale commissario tecnico. Purtroppo per lui è rimasto fregato. L'ha ringraziato Mazzarri. Che adesso si prepara al suo esordio stagionale in Champions in casa del Real Madrid di Carletto Ancelotti. La qualificazione è possibile a prescindere dal match del Santiago Bernabeu. Ma sarebbe bello ed importante se si riuscisse a fare un'impresa anche con i Galacticos. Prima di sfidare poi l'Inter prima in classifica al Maradona. Dove Mazzarri ancora non ha messo piede. 

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