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Il Napoli si merita un 8 pieno in pagella. Non importa se la Champions era ad un passo: è stata un'annata estremamente positiva questa per gli azzurri, che sono tornati in Europa senza passare dalla porta di servizio e hanno terminato il campionato sesti dinanzi a squadre del calibro di Juventus, Genoa e Fiorentina. Un anno complicato, che era iniziato in salita con il 'momento no' targato Donadoni e l'esonero quasi immediato. Sembrava che quanto fosse avvenuto nel ritorno dello scorso campionato fosse destinato a prolungarsi nel tempo, e invece no. E' arrivato Walter Mazzarri, e tutto è cambiato. La squadra ha iniziato a prendere fiducia in se stessa ed è riuscita a trovare le giuste motivazioni per rialzare la testa. E' stato il momento della svolta. Quando è arrivato il nuovo tecnico, con il suo carattere focoso, le grida e i discorsi chiari faccia a faccia, si è capito subito che nell'aria c'era qualcosa di buono. Forse qualcuno all'inizio avrà storto il naso, ma è bastato vedere il Napoli all'opera contro il Bologna all'esordio per capire che quell'anima che tanto mancava doveva solo essere scoperta. E' stata la vittoria di Mazzarri, ma anche dei gregari. Di quei giocatori mai utilizzati in passato che si sono fatti trovare pronti, e anzi hanno convinto tutti mettendo fuori nomi più importanti. E' il caso di Pazienza, che ha fatto accomodare in panchina Cigarini, o Grava, che ora si gode il rinnovo e una ritrovata giovinezza, ma anche Aronica, e non dimentichiamo Cannavaro. La scorsa stagione aveva addirittura dovuto scrivere una lettera ai tifosi per far capire quanto amasse la maglia azzurra e come gli errori fossero frutto di un momentaccio; quest'anno tutto è cambiato, la curva gli ha chiesto scusa e ha invocato la sua convocazione ai Mondiali (che non è arrivata). E' stato il Napoli di Maggio, diventato un intoccabile e consacrato con la chiamata di Lippi; è stato il Napoli di Zuniga, che è l'emblema della crescita della rosa. Ogni giocatore si è messo a disposizione del tecnico ed è riuscito a trovare la fiducia e le motivazioni per fare bene. E' mancato qualche gol, certo, ma quei tre lì in avanti hanno fatto sognare la folla: Hamsik, Lavezzi e Quagliarella sono i beniamini dei tifosi, sono i giocatori che fanno infiammare gli animi e che fanno scendere le lacrime sui volti dei supporters. Un'annata non brillante per i tre, che però sono pronti a riscattarsi. Un applauso a De Sanctis, che non ha saltato neanche un minuto e ha vissuto le glorie e le paure sempre in piedi a difendere la porta partenopea. E' stato anche l'anno dei tabù sfatati: la vittoria in trasferta che non arrivava da un anno, quella a Torino contro la Juve che mancava praticamente da venti, e poi il record di punti e tanto altro ancora. Insomma, è stato un Napoli da 8, ma ora serve un mercato altrettanto ottimo. C'è bisogno di rinforzi per tirare avanti e poter competere su tre fronti senza restare indietro su nessuno. C'è bisogno di qualità, ed è giunto il momento…