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No, non sarà la sconfitta in Supercoppa a determinare o anche solo stimolare un cambiamento improvviso degli scenari. Si guarda al presente, comunque con un animo propositivo e nel rispetto di quanto fatto dal finora Napoli costretto a contare un bel po’ di assenze. Ad Insigne & C. brucia non essere riusciti ad alzare un trofeo che avrebbero pure meritato, se solo la Juventus non fosse stata affrontata con un piglio troppo timido ed un atteggiamento privo di coraggio.

Ma perché succede, sapendo che in panchina c’è un allenatore che della determinazione ha fatto sempre un’arma per essere alla pari di calciatori più dotati tecnicamente? Continuo a credere che sia un limite di natura caratteriale all’interno di un gruppo composto da troppi elementi che raramente hanno brillato contro le avversarie importanti oppure nelle gare che contano. Non ci puoi fare nulla se pure un allenatore esperto come Ancelotti è stato costretto ad alzare bandiera bianca, tanto da costringere De Laurentiis ad utilizzare con lui lo strumento dell’esonero.

Però il presidente ha le idee molto chiare, da sempre, e aspetta anche con una certa ansia il giorno in cui potrà annunciare il rinnovo di contratto per Gattuso fino al 2023, così da tacitare i mugugni dello spogliatoio e dare alla piazza partenopea l’idea di un progetto che andrà completato. Gattuso ha gettato le basi nell’arco di questa stagione ed al termine della stessa deciderà con il presidente quale strategia adottare per gli anni a venire. Tanto, sono d’accordo entrambi sulla necessità di rinverdire l’organico, acquistare giovani di altissimo pregio per permettere loro di crescere con gli insegnamenti che un grande ex calciatore come Ringhio potrà trasferire loro.
Quest’anno lo ha fatto con Lozano, talento completamente recuperato dopo la stagione opaca vissuta con Ancelotti che, tra l’altro, lo aveva espressamente voluto. Gattuso lo ha rimesso al suo posto, esterno d’attacco, e gli ha trasferito la consapevolezza dei propri mezzi. Stessa operazione verrà fatta anche su Osimhen ed Elmas, ragazzi di ottimo livello e che ascoltano il loro allenatore come si fa con un guru. Poi, Meret, Di Lorenzo, Rrahmani, Demme e Zielinski rappresentano un presente da continuare a coltivare e migliorare, anche grazie a chi tra i big resterà nella prossima stagione. Di sicuro Insigne, ma anche Ospina, Manolas, Mario Rui, Petagna e Politano, aspettando di capire se stavolta arriveranno offerte degne di Koulibaly ed in linea con le aspettative del Napoli. A Fabian Ruiz, ancora 25enne, sarà giusto trovargli un estimatore in grado di portare al Napoli il giusto prezzo e di garantire al talentuoso centrocampista una destinazione più consona a quelle che sono le aspettative del ragazzo.

Il Napoli non può permettersi il lusso di inseguire i grandi calibri che chiedono un occhio della testa di ingaggio e che guardano alla realtà partenopea come ad una soluzione di passaggio, se non addirittura di ripiego. No, proseguire su questa strada non funziona più e l’idea nuova sarà di ricostruire il Napoli con la spinta di giovani calciatori che provano orgoglio nel vestire la maglia azzurra. Aspettando di centrare il maggior numero di traguardi stagionali, il futuro è già delineato: il presidente De Laurentiis deve guardare al progetto Milan per tentare, con continuità nei prossimi anni, la scalata verso il primo posto in Serie A