Della Juve si sapeva che sarebbe partita così. Del Napoli si pensava che sarebbe stata una delle prime rivali dei campioni, più per la presenza di Ancelotti che per il rinforzo (che non c’è stato) dell’organico. Dell’Inter si immaginava un avvio diverso, con qualche problema in meno, ora però le due vittorie consecutive (Tottenham e Sampdoria) possono restituire un po’ di certezze a Spalletti. Della Roma no, non si poteva prevedere una crisi del genere, anche se il mercato di Monchi sembrava pensato per creare delle difficoltà a Di Francesco. Ma se la Roma è la sorpresa in negativo, a chi spetta il ruolo di sorpresa in positivo? Di outsider?

Spetta a due squadre, alla Fiorentina e al Sassuolo. Due squadre che giocano, che divertono, che creano e fanno simpatia. Sono appaiate al terzo posto, a 5 punti dalla Juve, a 2 dal Napoli. Della Fiorentina colpisce l’entusiasmo con cui la squadra contagia la gente; del Sassuolo impressiona la manovra a un tocco. Pioli sfrutta un trio d’attacco che potrà creare seri problemi anche a difese esperte; De Zerbi imposta le partite sempre con gli stessi principi: giocare, giocare e giocare ancora. E’ un piacere vederle in campo.
Il Sassuolo, sul piano del gioco, ha schiantato l’Inter che domani incontrerà a San Siro proprio la Fiorentina. È la partita in cui si potrà capire quanta forza ha davvero la squadra di Pioli. La parte migliore, come detto, è nei ragazzi dell’attacco, Chiesa, Simeone e Pjaca fanno 66 anni in tre, e un reparto così giovane trae giovamento dalla spinta del suo stadio. In casa, la Fiorentina ha vinto tre partite su tre segnando 10 gol; nelle due trasferte ha fatto solo un punto, segnando un solo gol, anche se a Napoli ha resistito per 80 minuti e a Marassi contro la Samp poteva chiudere il primo tempo anche con più di una rete di vantaggio. San Siro è il campo ideale per dimostrare se il ruolo di outsider spetta davvero ai viola. In caso contrario, è pronto il Sassuolo.