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    Neanche gli infortuni fermano la Juve. Kean, quel gesto non ha senso

    Neanche gli infortuni fermano la Juve. Kean, quel gesto non ha senso

    • Alberto Polverosi
      Alberto Polverosi
    Un’altra vittoria. Netta nel risultato e nel gioco. La Juve non si ferma nemmeno quando ha mezza squadra, nemmeno in uno stadio che sembrava un fortino, contro una squadra in forma che su quel prato aveva vinto tre partite di fila. Il Cagliari non ha fatto niente nel primo tempo e nel secondo si è visto solo in qualche momento (zero parate di Szczesny), ma anche in quel periodo la Juve ha avuto tre occasioni e segnato il 2-0. Ora alla Juve mancano 9 punti per lo scudetto. Primo gol di Bonucci (il 500° della gestione Allegri), raddoppio di Kean, sul conto del quale andranno fatte alcune riflessioni.

    DORMITA SARDA - Se Bonucci fosse uno che non fa gol, se non fosse uno specialista del gioco aereo (soprattutto sui calci d’angolo e sulle punizioni laterali), capiremmo la ragione per cui la difesa del Cagliari gli ha lasciato tanto spazio sull’angolo ben tagliato di Bernardeschi. Ma non è così. Bonucci quando salta spesso fa centro o ci va vicino. Per questo sono  inspiegabili tutti quei metri che la difesa sarda ha concesso al difensore della Juve. Che ha avuto il tempo di prendere la mira e di piazzare di testa la palla nell’angolino alla destra di Cragno. Il Cagliari stava giocando con un tono dimesso, sotto ritmo, con poca spinta sugli esterni e pochissima qualità in mezzo. Nemmeno Barella, confermato da Maran come trequartista alle spalle di Joao Pedro e Pavoletti, dava qualità al gioco. Eppure la sua forza, in questo stadio, è sempre stata il ritmo, l’intensità, l’aggressività. Basta ricordare la partita con l’Inter: presa al collo, non l’aveva più mollata. Di fronte a mezza Juve, invece, il primo tempo del Cagliari è stato moscio. I sardi aspettavano la Juve dimezzata e, forse, ma sottolineiamo forse, pensavano di ripartire. Però in tutto il primo tempo non è mai successo. Così, quando al 22' la Juve è andata in vantaggio, sono stati costretti a cambiare atteggiamento ma senza riuscirci.

    LA SQUADRA RISERVE - Allegri aveva lasciato quasi una squadra intera a casa di infortunati, a cui dopo un’ora si è aggiunto anche Caceres, uscito per un problema muscolare. In ordine di 4-4-1: Perin; Cuadrado, Caceres, Barzagli, Spinazzola; Douglas Costa, Khedira, Dybala, C. Ronaldo; Mandzukic. Anche in 10 contro 11, una squadra del genere, pur tatticamente squilibrata, potrebbe vincere tante partite. A Cagliari ha giocato una Juve rabberciata, ma il tecnico livornese l’ha messa in campo con lo stesso spirito e con l’equilibrio di sempre. Difesa a tre, De Sciglio e Alex Sandro ad attaccare sui lati e soprattutto la mossa di Bernardeschi che si muoveva fra il centrocampo e Kean. Tatticamente, mossa perfetta: l’ex viola portava il primo pressing a Cigarini, faceva da riferimento a Pjanic e alle due ali e cercava di rifinire per il giovane centravanti. Nel primo tempo ha sbagliato solo nelle conclusioni, tutte imprecise, nel secondo, quella che poteva finire in rete, gliel’ha deviata... Kean. 
       
    TESTA FREDDA - A proposito di Kean, un consiglio: nel primo tempo si è fatto vedere solo per la simulazione (proprio davanti a Giacomelli...) con cui cercava di fregare l’arbitro. Altro non ha fatto. Nel secondo era un altro, ha avuto tre occasioni da gol, la prima se l’è creata da solo, ma Cragno nelle prime due circostanze è stato bravissimo. Sulla terza ha piazzato il colpo. A quel punto Kean ha pensato a un’esultanza che ha provocato la curva del Cagliari: l’ha sfidata guardando dalla sua parte, immobile. Bonucci l’ha portato via e ha chiesto scusa alla gente. Quello che ha fatto Kean non ha senso. Deve stare attento, non può fare queste sciocchezze soprattutto alla sua età. Ecco il consiglio: ascolti Allegri e nessun altro. Se vuole crescere solo questa è la strada.
       
    CAGLIARI, STOP PERICOLOSO - Dopo il titubante primo tempo, il Cagliari ha cercato di farsi sentire e farsi vedere dalle parti di Szczesny, ma nella parte migliore della sua partita (i primi 10' e gli ultimi 10' della ripresa) non è mai stato pericoloso. Poco gioco, poche idee, persino poca voglia. A metà ripresa, dopo che Kean si era creato una palla-gol infilandosi fra Ceppitelli e Pisacane, Maran ha provato a cambiare la squadra togliendo Ionita, mettendo Birsa trequartista e spostando Barella nel ruolo di interno. Subito dopo Cerri e Padoin per Joao Pedro e Faragò. Ma è stata la Juve a segnare con Kean (bruciato Srna sullo scatto). Poi la sciocca esultanza, la rabbia di Matuidi che ha sentito gli ululati di una parte dello stadio, la fine di una partita che la Juve ha vinto con merito. Se il Cagliari perde la prossima sfida con la Spal, se la ritrova a -1.







    IL TABELLINO

    Cagliari-Juventus 0-2 (primo tempo 0-1)

    Marcatori: 22' p.t. Bonucci (J), 40' s.t. Kean (J)

    Assist: 22' p.t. Bernardeschi (J), 40' s.t. Bentancur (J)

    Cagliari (4-3-1-2): Cragno; Srna, Pisacane, Ceppitelli, Lykogiannis; Faragò (31' s.t. Padoin), Cigarini, Ionita (23' s.t. Birsa); Barella; Joao Pedro (31' s.t. Cerri), Pavoletti. All. Maran

    Juventus (3-5-2): Szczesny; Caceres (16' s.t. Bentancur), Bonucci, Chiellini; De Sciglio, Emre Can, Pjanic, Matuidi, Alex Sandro; Bernardeschi, Kean. All. Allegri

    Arbitro: Giacomelli di Trieste

    Ammoniti: 20' p.t. Kean (J), 34' p.t. Joao Pedro (C), 39' p.t. Lykogiannis (C), 37' s.t. Srna (C), 47' s.t. Bernardeschi (J)

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