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Nessuno come l'Italia nelle coppe, Lazio unico neo. Sarri? No, la storia insegna che il problema è un altro

Nessuno come l'Italia nelle coppe, Lazio unico neo. Sarri? No, la storia insegna che il problema è un altro

  • Giancarlo Padovan
    Giancarlo Padovan
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Nessuno come l’Italia è riuscito a portare sei squadre ai quarti di finale nelle tre coppe europee. Non è ancora un trionfo, ma segnala una tendenza. A parte il Napoli, che pratica un altro sport, è tornato il calcio del “primo non prenderle”. Infatti, tra andata e ritorno del turno degli ottavi, le italiane qualificate hanno subìto solo un gol, quelli del Sivasspor alla Fiorentina. Per il resto, nessun gol alle milanesi di Champions League dal Tottenham e dal Porto. Nessun gol, in Europa League, contro Roma e Juventus. A dimostrazione, però, che il Napoli è una squadra di un livello superiore nella massima competizione europea, sono cinque i gol realizzati dai ragazzi di Spalletti all’Eintracht Francoforte.

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La Lazio, invece, ha smentito in campo europeo la buona fase difensiva che attua in Italia. Beccare quattro gol dall’Az Alkmar in due partite, dopo essere stata sempre in vantaggio per prima, lascia il rimpianto e induce a una riflessione. Sostenere che Sarri non abbia dimensione europea, significa contraddire la storia. Al suo primo anno al Chelsea vinse un’Europa League, impresa che non è riuscita, né in Italia, né altrove, neanche ad Antonio Conte. E in Europa, nonostante due finali di Champions, non ha vinto nulla nemmeno Allegri, pur avendo allenato Milan e Juventus. Quindi il problema della Lazio non è solo Sarri, ma di un gruppo che, al contrario della Roma, forse già pensava al derby.

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