C'è voluta una gomitata galeotta di Djordjevic a Pussetto, sfuggita a Valeri ma pescata dal Var Giacomelli e riproposta al video al direttore di gara romano, per indurlo a concedere il calcio di rigore che ha deciso la partita. Alla trasformazione è andato l'ultimo entrato, il ventottenne polacco ex Anderlecht Lukas Theodorczyck, in campo da poco più di due minuti, che si è presa la grossa responsabilità. Il suo tiro, non molto angolato, è stato respinto da Sorrentino (che ripeteva così la prodezza riuscitagli contro Cristiano Ronaldo). La ribattuta a mani aperte del quasi quarantenne portiere del Chievo stavolta è stata abbastanza centrale e l'attaccante dell'Udinese ha avuto la prontezza e la lucidità per ribattere la palla in rete, sopra il corpo di Sorrentino e realizzare un gol (40' s.t.) che consegna all'Udinese una vittoria preziosissima. Un successo che tiene in vita le speranze friulane di salvezza.

Per il Chievo, che aveva tentato il colpaccio con tre o quattro tentativi, pur subendo complessivamente - specie nella ripresa - la pressione dei padroni di casa, un'altra stazione di un calvario sempre più senza speranze. Una partita poco men che soporifera specie nel primo tempo, giocato dai padroni di casa sotto la pressione di un pubblico abbastanza ostile e che ha preso la piega giusta solo nel finale, dopo che Nicola ha rigettato nella mischia al posto di Okaka il mobilissimo Pussetto (cui nel primo tempo aveva preferito Lasagna) che ha vivacizzato la manovra offensiva dei bianconeri ed alla fine ha provocato il fallo da rigore di Djordjevic che ha deciso il risultato.

Nel corso del primo tempo avaro di emozioni (a parte il palo colpito da Nuythinck al 9' e la staffilata di Okaka al 46' neutralizzata con grande efficacia da Sorrentino, non s'era visto granché. Aveva provato a vivacizzare la manovra offensiva del Chievo, sempre in agguato per cercare di sfruttare qualsiasi errore dell'avversario, ma di pericoli davvero importanti Musso non ne aveva corsi. Durante il primo tempo l'Udinese aveva dovuto fare a meno di D'Alessandro (21') infortunato e rimpiazzato dall'acerbo Zeegelar. La manovra però era apparsa poco fluida: si erano viste poche iniziative di De Paul e Fofana, ma sempre frammentarie ed individuali, mentre Mandragora aveva tentato con alterno risultato di ricucire le fila del gioco. Il Chievo aveva tentato di ribattere colpo su colpo con discreta efficacia, cercando di abbozzare ripartenze improvvise con Hetemaj, Loris e Giaccherini. Ma senza grossi risultati.

Nella ripresa, spronata dal dissenso dei tifosi, l'Udinese ha tentato il tutto per tutto. Nicola, dopo aver dato vivacità alla manovra con l'innesto di Pussetto, ha gettato nella mischia, a dieci dalla fine, il polacco Theodorczyk. Di Carlo aveva replicato con gli innesti del mobile Meggiorini, di Schelotto e di Pucciarelli. Poche ma più limpide le occasioni: Pussetto sventagliava per Lasagna che non ci arrivava al 27', Fofana impegnava Sorrentino al 29', Meggiorini al 31'; Schelotto e ancora Meggiorini mettevano in pericolo la porta udinese al 35'. Poi l’episodio del rigore scovato dal VAR che ha provocato l'ammonizione di Meggiorini per proteste oltre a quella di Djordjevic. Nel finale e nel lungo recupero più scontri fisici che azioni manovrate. E il risultato passa agli archivi ridando vigore alle speranze dell'Udinese. E coraggio ai suoi tifosi.

IL TABELLINO

Udinese-Chievo 1-0 (primo tempo 0-0)
 
Marcatori: 41’ s.t. Teodorczyk (U)
 
Udinese (3-5-2): Musso; Opoku (36’ s.t. Teodorczyk), Ekong, Nuytinck; Larsen, Fofana, Mandragora, De Paul, D'Alessandro (21’ p.t. Zeegelaar); Lasagna, Okaka (11’ s.t. Pussetto). All. Nicola.
 
Chievo (4-3-1-2): Sorrentino; Depaoli (44’ s.t. Pucciarelli), Bani, Barba, Jaroszynski; Leris (28’ s.t. Schelotto), Rigoni, Hetemaj; Giaccherini; Stepinski (25’ s.t. Meggiorini), Djordjevic. All. Di Carlo
 
Arbitro: Valeri di Roma
 
Ammoniti: 15’ p.t. Leris (C), 13’ s.t. Depaoli (C), 20’ s.t. Pussetto (U), 26’ s.t. Nuytinck (U), 30’ s.t. Fofana (U), 40’ Djordjevic (C), 43’ s.t. Teodorczyk (U), 45’ s.t. Zeegelaar (U)