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La storia tra il Napoli e Gonzalo Higuain non è ancora finita: questa volta, però, non si parla di campo. L'addio del Pipita al club azzurro ha creato una ferita ancora non rimarginata tra i tifosi, ma ha lasciato aperte anche questioni di ordine legale che saranno discusse in tribunale, come accade in tutte le migliori separazioni. Il fratello dell'attaccante argentino, in un'intervista a Tuttosport, ha parlato dei rapporti con De Laurentiis e del processo che si svolgerà il 12 luglio presso il tribunale di Napoli per risolvere una questione legata al pagamento di una somma di 2,5 milioni di euro che il club deve al giocatore.

NON SI PARLA DI CALCIO - Il fratello di Higuain ha commentato in questo modo la situazione: ''Stavolta non si tratta di una partita di calcio. E' una cosa più seria: parliamo di un professionista che aveva un contratto preciso e il suo ex datore di lavoro, il presidente De Laurentiis, non lo ha rispettato fino in fondo. Mio padre è nel calcio da 45 anni, io da 25: mai fatto un reclamo, mai vissuta una situazione del genere''.

TRIBUNALE - ''Siamo arrivati in tribunale perché De Laurentiis è sparito, dalla scorsa estate non mi ha più risposto al telefono... L'ho chiamato più volte per trovarci e risolvere la situazione tra noi, ma il massimo della risposto è stato fammi richiamare da Chiavelli per farmi dire che non voleva essere disturbato. Quando firmammo per il Napoli ci fece un sacco di promesse... Consiglio a tutti i procuratori che portano i loro giocatori a Napoli di mettere tutto per iscritto e alla presenza di avvocati quando prendono accordi con De Laurentiis''.

LA JUVE - ''Abbiamo fatto la scelta giusta: la Juventus è uno dei primi cinque club al mondo. Ma il più contento di tutti è De Laurentiis che ha incassato 90 milioni. Lui fa tanto cinema, compra giovani solo per poi rivenderli. Ounas? Glielo avevo consigliato io già un anno e mezzo fa. La fortuna del Napoli è avere due fenomeni come Giuntoli e Sarri, che Aurelio riesce comunque a criticare come successe a Madrid... Agnelli? Il rapporto è migliore. Andrea ha un altro stile, lui e De Laurentiis sono come l'acqua e l'aceto. Dopo la finale di Champions ha abbracciato tutti i ragazzi. Aurelio non può parlare di Champions, non è mai arrivato in finale. De Laurentiis chiacchiera tanto, una volta riuscì a tirare in ballo mia madre e a dare del chiattone a Gonzalo perché non segnò per tre partirte in una stagione in cui con 36 gol ha stabilito il record italiano. Finire la carriera europea alla Juve? E' una possibilità concreta. A Torino sta benissimo, è innamorato del club, della città e dell'ambiente vincente. Ringrazieremo a vita Agnelli, Marotta e Paratici per aver compiuto questo sforzo economico''.