44
È un’estate particolare la prima post-Covid, lo si aveva previsto. Nessuno però avrebbe mai pensato che, al 18 luglio, ci saremmo ritrovati a parlare di un mercato faraonico in Ligue 1, PSG escluso ovviamente. La Ligue 1 sta tornando ad attrarre grandi investitori e ci sono 7 squadre che guardano con ambizioni importanti all’inizio della prossima stagione. In totale sono già stati spesi 210, 6 milioni e, caso più unico che raro nella storia del calcio francese, le uscite superano di gran lunga le entrate (176 milioni), e i talenti più importanti al momento sono ancora saldamente di proprietà di chi li ha lanciati. Se il PSG non fosse così nettamente superiore si potrebbe fare un paragone con le sette sorelle dell’età dell’oro del calcio italiano, ma così non è. Ci limiteremo quindi ad analizzare caso per caso il sorprendente mercato che stanno compiendo, da protagoniste assolute a livello europeo, le sette big annunciate del prossimo campionato.

LILLE – Dopo il miracolo compiuto la scorsa stagione, vincendo lo scudetto davanti al ricchissimo PSG e a due big come Lione e Monaco, i Dogues rischiano di veder vanificato tutto l’ottimo lavoro svolto negli ultimi anni. In un’estate hanno già cambiato proprietà e perso i due principali fautori dell’impresa: l’allenatore Galtier (passato clamorosamente al Nizza) e il DS Campos (richiesto da tutta Europa, ma ancora senza squadra), oltre al portiere Maignan che fra poco si allenerà a Milanello e al mediano Soumaré, ceduto al Leicester. Bisognerà poi capire che cosa decideranno di fare degli altri gioielli che negli ultimi anni hanno scovato e cresciuto, come Botman, Celik, Ikoné, Renato Sanches, Bamba, David e Yazici: difficilmente il neopresidente Létang riuscirà a trattenerli tutti. Il primo anno del fondo JP Morgan alla guida dei campioni di Francia in carica inizia tremendamente in salita.

PSG – Il doppio fallimento in campionato e Champions ha convinto Al Khelaifi a comprare tutto il comprabile, pagando cifre fuori mercato per cartellini e stipendi. Sono così arrivati ai piedi della Tour Eiffel Wijnaldum, Sergio Ramos, Hakimi e Donnarumma. Ai soldi spesi per Hakimi (l’unico non arrivato a zero) si sommano anche i 16 milioni del riscatto di Danilo Pereira dal Porto. L’unica cessione è invece quella, per 7 milioni, del terzino olandese classe 2000 Mitchel Bakker al Bayer Leverkusen. Con questa rosa (ammesso che sia finita qui) la pressione è tutta su Pochettino: nella capitale danno per scontato il ritorno in vetta al campionato e si aspettano anche di lottare ancora per la vittoria della Champions League.

MONACO – Dopo alcune stagioni negative, l’ex Bayern Niko Kovac ha riportato il sorriso nel Principato. Les Rouges et Blancs partono nella griglia di partenza dall’ottimo terzo posto conquistato nella scorsa stagione. Venduto Ballo-Touré al Milan (proprio oggi è arrivata l’ufficialità) per 4,5 milioni, lo hanno rimpiazzato con il giovane Jacobs del Colonia. I 15 milioni versati dal Lipsia per il riscatto di Henrichs sono già stati reinvestiti per portare a calcare il prato del Louis II l’attaccante olandese classe 2001 Myron Boadu, dall’AZ Alkmaar, per il quale manca solo l’ufficialità, che andrà a comporre un tridente molto importante con Ben Yedder e Volland. Il portiere titolare sarà Nubel, arrivato in prestito dal Bayern. L’obiettivo, non facile vista la concorrenza, sarà la conferma di quanto di buono è stato fatto la scorsa stagione.

LIONE – L’OL ha lottato quasi fino alla fine per il titolo, ma il quarto posto finale è costato la panchina a Rudy Garcia. Perso il capitano e numero 10 Depay a zero (in direzione Barcellona), les Gones si sono rassegnati anche a perdere l'altra stella della squadra, il centrocampista Houssem Aouar, che piace moltissimo soprattutto in Premier League. Il primo è già stato rimpiazzato con il ritorno, in prestito dall’Atletico Madrid, di Moussa Dembélé, l’ultimo di una lunga lista di rinforzi che sono arrivati a titolo gratuito dalle parti di Lione: i rientranti dai prestiti Andersen e Reine-Adelaide, reduci da due ottime stagioni rispettivamente al Fulham e al Nizza, e i due esperti difensori Da Silva e Henrique arrivati a zero da Rennes e Vasco da Gama. Sarà rivoluzione anche e soprattutto in panchina, dove Aulas ha chiamato il visionario Peter Bosz. Il tecnico olandese ha fallito nelle sue ultime due esperienze tedesche, al Borussia Dortmund e al Bayer Leverkusen, ma era stato l’artefice del primo grande Ajax (che arrivò in finale di Europa League), di cui Ten Haag ha magistralmente saputo raccogliere i frutti. Sarà una scommessa, che ha bisogno di tempo per ingranare e potrebbe non partire con il piede giusto. Potenzialmente, però, il progetto del nuovo Lione targato Bosz e con Paquetà come stella più luminosa e con la 10 sulle spalle, può far divertire non poco.
MARSIGLIA – L’OM viene da una stagione negativa, ma chiusa in crescendo anche grazie alla rivoluzione in panchina e in dirigenza operata a metà stagione. Ora les Olympiens sono guidati da una coppia tutta sudamericana: Sampaoli in panchina e Longoria nel ruolo di DS. È già partita anche quella sul campo di rivoluzione, che ha già portato agli ordini dell’ex tecnico del Siviglia e della nazionale argentina il portiere Pau Lopez, i difensori Balerdi (dal Dortmund), Luan Peres (dal Santos) e Saliba (in prestito dall’Arsenal), i centrocampisti Guendouzi (anche lui in prestito dai Gunners) e Gerson (dal Flamengo) e gli esterni Under e De la Fuente (da Roma e Barcellona). Perso Thauvin a zero (ha raggiunto Gignac in Messico ai Tigres), per tutti questi acquisti hanno già speso 44 milioni, secondi solo al PSG, ma non dovrebbe essrre finita qui. Longoria sta infatti trattando il ritorno di Lirola dalla Fiorentina e l’acquisto di Pavon dal Boca Juniors, per una spesa totale di altri 20 milioni. Con questi investimenti, l'OM vuole tornare grande e la qualificazione in Champions è quasi obbligata.

RENNES – Subito dietro all’OM è arrivato il Rennes, anch’esso in rimonta. I bretoni hanno già speso 32 milioni per il centrale Badé del Lens e il promettente attaccante del Nordsjaelland Sulemana. A zero hanno perso tre elementi importanti ma non fondamentali come Dalbert, Nzonzi e Da Silva. Chi però è ancora a disposizione dell’ex Lione Genesio sono i due gioiellini Camavinga e Doku. Le ambizioni del Rennes dipenderanno dal futuro dei due talenti classe 2002.

NIZZA – In Costa Azzurra vengono da qualche stagione negativa dopo l’addio di Favre, ma quest’anno ripartiranno con un progetto molto ambizioso. In panchina ci sarà il campione in carica Galtier, e anche nella rosa ci saranno molti avvicendamenti. Saliba, Reine-Adelaide e Rony Lopes sono ritornati rispettivamente ad Arsenal, Lione e Siviglia. Lees Melou è andato al Norwich per circa 7 milioni, la stessa cifra incassata dal Parma per il riscatto di Cyprien. Questo tesoretto è già stato reinvestito per l’acquisto dell’esterno d’attacco Calvin Stengs dall’AZ. Dall’altra parte del tridente ci dovrebbe essere Kluivert, ancora in attesa della fumata bianca con la Roma. A rafforzare la difesa, dove è stato riscattato Todibo dal Barcellona, è arrivato anche il giovane terzino del Lione, Melvin Bard. Non sarà di certo una sorpresa, ma saranno les Aiglons i veri outsider della prossima Ligue 1, sperando che Galtier confermi quanto di buono ha fatto a Lille.

Ricapitolando: il PSG parte favoritissimo e se non dovesse vincere sarebbe probabilmente il fallimento più clamoroso della storia del calcio francese. Dietro, però, ci sarà veramente da divertirsi. La Ligue 1 non è più un campionato di seconda fascia ed è destinata a veder ridurre sempre di più il gap con le altre leghe. Attenzione però, perché se la questione diritti tv (che non sono ancora stati assegnati), non dovesse concludersi per il meglio, tutti gli investimenti fatti rischierebbero di rappresentare un clamoroso buco nell’acqua, con ripercussioni limitanti per il futuro del calcio francese.