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L'Atalanta mola mia, anzi rilancia. La beffarda eliminazione in Champions League per mano del fortissimo Paris Saint Germain di Neymar e compagni, soprattutto per le modalità con cui è maturata, ma ha dato la sensazione di poterci riprovare in futuro. Per continuare a giocarsela con le big europee, è necessario rinforzarsi ulteriormente, aggiungere qualità a un gruppo capace di stupire, senza derogare dalla propria linea programmatica. Dunque largo ai giovani e ai talenti in rampa di lancio, purché compatibili col sistema di gioco di Gian Piero Gasperini, e tra i nomi attenzionati dalla Dea c'è quello di Tomàs Tavares, esterno classe 2001 di proprietà del Benfica.

DUTTILE - Con i rumors sempre più insistenti sul futuro di Castagne, ma soprattutto di Gosens dopo un'annata da grande protagonista, l'Atalanta è alla ricerca di nuove soluzioni sulle corsie esterne, fondamentali nel 3-5-2 del tecnico di Grugliasco e diventati motivi di studio anche fuori dai confini nazionali. Servono giocatori di gamba e duttili e Tavares, che può indistintamente essere schierato a destra come a sinistra, rappresenta al meglio queste caratteristiche. La sua carriera parla per sé, del resto, considerando che era nato come difensore centrale nelle giovanili del Benfica ed è stato utilizzato anche come laterale alto in alcune occasioni, alla luce della sua grande rapidità e l'abilità negli uno contro uno.
DAL MILAN AL JOAO FELIX - Qualità notate anche dal Milan, che lo fece osservare dai suoi scout quando andò a pescare il centrale Tiago Djalò (oggi al Lille) nello Sporting Lisbona, e da alcuni club stranieri come il Bayer Leverkusen. Nell'ultima stagione, sotto la guida di Bruno Lage, si è ritagliato il suo spazio in prima squadra, con 12 apparizioni in campionato, e addirittura la ribalta internazionale con i 7 gettoni tra Champions ed Europa League. Nel suo ruolo prediletto, quello di esterno destro tutto fascia, ha davanti a sè un riferimento come André Almedia, colonna del Benfica, il sogno quello di ripercorrere le orme di un certo Joao Felix, cresciuto come lui nel vivaio delle Aquile prima di spiccare il volo verso i grandi palcoscenici europei. Quelli che l'Atalanta, che mola mia, spera presto di poter calcare ancora.