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  • Palacio!| Il Genoa è primo

    Palacio!| Il Genoa è primo

    Sudamericanissimo Genoa. La doppietta dell’argentino Palacio, ieri capitano, contro il Catania degli argentini. E Rodrigo sempre più stella nel cielo rossoblù, a 3 gol come i migliori bomber del campionato, ma pure a 3 assist come i migliori fantasisti, con quello per il 3-0 finale di Constant. Attaccante che fa la differenza.

    Come sta facendo la differenza, conferma da titolare dopo il mirabolante secondo tempo contro la Lazio, Jorquera. Meno libero sulle prime, comunque intraprendente, quindi illuminante con l’invenzione che ispira il 2-0. Il piccolo Cristobal ribadisce d’essere padrone della verticalità. E con l’argentino e il cileno il Grifone fa un altro passo, un altro step per dirla alla Malesani.

    Tre gol, 3 punti convincenti. A volare ancora un po’, primo posto in compartecipazione. È solo la terza giornata, ma lassù resta un gran bel vedere.

    Sudamericamente, come se fosse il titolo di una mostra d’arte concettuale a Buenos Aires o Santiago del Cile. Pensare con i piedi, è l’arte del calcio, e le due città sono in questo momento il centro del mondo del pallone per Genoa e Catania. In serie A 247 stranieri, 94 quelli arrivati in estate. I siciliani aggiungono Paglialunga e rafforzano la leadership dell’argentinità: 13 albicelesti. In tema il Genoa risponde con il suo campione, Palacio, che fa male ai connazionali: doppietta. E Pratto, che sostituirà Caracciolo. Inoltre, sul mercato il Grifone è il club che più ha preso da fuori Italia, 14 uomini, 7 sudamericani. Oltre al Cammello ci sono i giovani William e Chera, Eduardo, Ribas e i cileni Seymour e Jorquera.

    Il mediano di Santiago, in assenza di un trequartista di ruolo nel Catania, rifiata (entrerà nel finale a dare solidità in mezzo). C’è da badare al piccoletto Gomez e al tridente. Malesani lo fa con la linea a 4 dei difensori puri, Bovo e Moretti esterni. Veloso regista, Constant al riscatto come mezzala (rinascita per prestazione e gol) e Jorquera confermato fantasista. Lui più di tutti, all’Olimpico, ha giocato SudamericanaMente, tecnica e verticalità. Per l’Angelo di Macul, alla prima da titolare, test di maturità superato. E anche se non è rivoluzione e il talentino allora non era ancora nato, vale sempre il suo connazionale Pablo Neruda: “Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera”. Perifrasi rossoblù deve essere: giocate illuminanti del numero 19, tra le linee, a fronte di spazi chiusi. Gli riuscirà, due assist in profondità del Nino Vertical sono prelibatezza, il secondo frutta il raddoppio.

    Ed è canzone di sostegno e anche di protesta dalla Nord, che espone: “Chi fischia dopo 45 minuti è un indegno” e “Il Genoa non si fischia, si tifa”. Tifo, forte, da subito, pro-Grifone e anti-Montella. In tribuna è assente Enrico Preziosi. E novità che non è tattica (modulo 4-3-1-2): senza Rossi e Mesto, i capitani designati, a Roma aveva preso la fascia Dainelli, ieri Palacio: la Trenza è il giocatore in campo con più presenze rossoblù, ora 61. In compenso, è subito l’ex viola a sfiorare il vantaggio, colpo di testa alto su corner di Veloso. Il Grifone comanda le operazioni, Catania chiusissimo. E attento a stringere le linee per lasciare meno metri possibili a Jorquera: il cileno chiama palla di continuo, ma spesso non c’è “luce”. Il varco si crea lateralmente con buco di Potenza, Palacio da destra entra in area e calcia a giro sul palo lontano, Andujar devia. Risponde Frey, decisiva la doppia respinta del 26’ su Lopez e Bergessio. Jorquera, cercando di entrare nel vivo, corre pure qualche rischio di troppo. Però prova, osa. E al 28’ va a prendersi un corner al posto di Veloso: sarà un po’ caso, ma l’inversione serve, perché sul rinvio il portoghese alza la palomba e Palacio nel controllo salta Andujar e deposita in rete l’1-0. Da capitano, c’è pure più sapore.

    Poco dopo Jorquera ha i primi metri di respiro e subito inventa la verticalizzazione per Caracciolo, a cui però non riesce lo scavetto. Non importa, il cileno ci ha preso gusto e al 33’ fa il bis, a grado di difficoltà moltiplicata, di controbalzo: Caracciolo in solitaria, tira e la palla resta lì, l’Airone cade, da terra spinge verso la rete, un difensore ferma sulla linea, Palacio ha il grande merito di seguire l’azione e mette a tabellino la doppietta.

    Montella cambia, l’ex Ricchiuti per Bergessio. E tra il 40’ e il 43’ sono minuti di puro casino, con palla che sembra matta sulla trequarti rossoblù, il Genoa non riesce a fare possesso. Ma appena la recupera Jorquera serve profondo, Caracciolo e Palacio duettano, Andujar fa il miracolo su Rodrigo. Poi esce Biagianti per Delvecchio. Fischi. Finisce il tempo 2-0 per il Grifone. Applausi del Ferraris.

    Brivido d’inizio ripresa, Delvecchio che sfiora il palo. Nei primi minuti il Catania pressa, il Genoa fa diga e Veloso, buon segnale, è ottimo in interdizione. Ed è bellezza, su cambio gioco dello slovacco, dribbling-stop di Constant, conclusione sul palo. Al 17’, Pratto al posto di Caracciolo. Poi Moretti, nonostante i crampi, salva generosamente in allungo prima di uscire per Antonelli. E c’è Suazo per Ledesma, all’ex gol annullato (fuorigioco). Ricchiuti di testa sopra la traversa, Palacio imprendibile sfiora il tris. Esce Jorquera, ovazione. Quindi assist di Rodrigo e segna Constant. SudamericanaMente e non solo, dopo Roma il Grifone “conquista” il Ferraris e regala un altro splendido colpo d’ali.

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