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Sfiga nella sfiga. Gli infortuni non danno pace al Palermo e non fanno che piovere sul bagnato, perché si concentrano sugli attaccanti. Dapprima Pinilla, che si dispera tra le noie muscolari e la lombosciatalgia. Poi Hernandez, costretto ad arrestare una galoppata nella gara contro il Bologna per la coscia sinistra che cede. Dopo ancora Miccoli, che lotta contro i suoi atavici fastidi muscolari e domenica scorsa, al cospetto della Fiorentina, ha dovuto alzare bandiera bianca. La dea bendata non ha tenuto conto dello stoicismo del capitano, che ha voluto aiutare la squadra sebbene non fosse al meglio. Eroico.

In questo simil-lazzaretto c'è il serissimo Budan, sempre professionale nonostante sia ai margini. Il croato ha provato indefesso a convincere Mangia. Magari ce la stava anche facendo, ma uno scontro fortuito con Cetto gli ha causato una frattura del setto nasale (verrebbe fuori un grottesco gioco di parole, vedi il caso…) e il conseguente passo indietro. La mascherina protettiva sarà pronta solo domenica mattina, ad ogni modo Budan resterà a Palermo per recuperare la condizione, venuta un po' meno a causa dell'inconveniente.

Ieri - al peggio non c'è mai fine - Zahavi si è accasciato al suolo dopo un contrasto durante l'amichevole con gli Allievi regionali. Il cenno dello strappo ha gettato tutti nello sconforto; per fortuna la prima diagnosi parla di 'sospetta distrazione muscolare'. L'israeliano non starà fuori troppo a lungo, ma di sicuro Mangia non potrà contare sul suo apporto al 'Tardini'. La scalogna continua e Mangia deve arrangiarsi: per sfatare il tabù trasferta, proverà a graffiare il Parma con un tridente posticcio dove il solo Pinilla (non al meglio) è un attaccante vero. A Ilicic e Lores il compito di inventarsi goleador di mestiere.