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Il caos in casa Palermo prosegue ed è sempre più ingestibile: dopo la mancata iscrizione al campionato di Serie B, infatti, sta entrando nel vivo anche la battaglia dei calciatori, pronti a mettere in mora la società. E la conferma della decisione della rosa arrivano anche le dichiarazioni dell'avvocato Danilo Coppola, intervenuto sulla Gazzetta dello Sport: ''Stiamo preparando la documentazione per la messa in mora e l'istanza di fallimento della società. L'ottimismo si è perso strada facendo, la situazione del Palermo è molto grave. C'è da salvare il salvabile, oltre che per i calciatori anche per quelle persone che lavorano in società. Ai giocatori mancano all'appello quattro mensilità più i premi a obiettivo. Significa quasi il 50% dei compensi di un anno. Sperare che la situazione possa sistemarsi è pura utopia''.

LA REPLICA DELLA SOCIETA' - Nella giornata di ieri, però, la proprietà ha voluto dare una risposta a tutte le accuse: ''La società proseguirà nella propria azione, continuando a operare nella piena legittimità e nel pieno rispetto delle leggi ordinarie e federali, per l'interesse a ottenere la regolare iscrizione del club al prossimo campionato, perseguendo chi diffonde notizie denigratorie''.

DIMISSIONI - Intanto arrivano anche le dimissioni di Vincenzo Macaione dal ruolo di presidente della controllante Sporting Network. Probabili anche le dimissioni dalla carica di vice presidente del club rosanero nella prossima assemblea del 5 luglio: ''La scorsa settimana ero all'estero per lavoro, quando sono rientrato ho avuto contezza di quanto è accaduto e sono rimasto molto sorpreso come gli altri membri del CdA. Da palermitano e tifoso del Palermo ovviamente sono amareggiato. Adesso con il presidente Albanese e con il sindaco Orlando stiamo determinando il futuro. Cercheremo di aiutare il club a risorgere. Mi sono dimesso per divergenze operative. Questa decisione però l'avevo comunicata da tempo alla proprietà perché il mio lavoro non mi permetteva di poter svolgere questo ruolo''.