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Il 15 maggio 2000 Giovanni Tedesco, al 'Curi' di Perugia, si prese tanta acqua e soprattutto tanti insulti dai tifosi juventini. Quel giorno si giocava l'ultimo turno di campionato e il Perugia di Tedesco fece piangere la Juventus. 'Loro sbagliarono completamente partita - racconta il numero 4 rosanero -. Erano convinti di spaccare il mondo, piano piano... annegarono'. Termine quanto mai appropriato perché quella partita è passata alla storia per il nubifragio che causò una maxi-interruzione. 'Si riprese a giocare dopo oltre un'ora - ricorda Tedesco -. Durante la sosta noi ci divertimmo a scherzare negli spogliatoi con Mazzone, il tecnico fece una battuta dopo l'altra con il suo inconfondibile slang romanesco. Gli juventini si rifugiarono in palestra a fare stretching. Quando entrammo in campo, la differenza la fece la testa. Noi giocammo una partita onesta, ma senza pressioni. Loro, dopo il gol di Calori, non capirono più niente. Nel frattempo arrivavano anche le notizie della vittoria della Lazio. La Juve provò a reagire ma non aveva la forza giusta, né fisica né mentale'. A quella partita il Perugia ci arrivò salvo, anzi con la possibilità di conquistare un posto in Intertoto, come poi avvenne. 'Il presidente Gaucci ci aveva spronato - dice ancora Tedesco - ma noi in campo facemmo solo il nostro dovere'. Adesso Tedesco e il Palermo si aspettano la stessa cosa da parte del Napoli, alleato involontario dei rosa nella corsa Champions. 'Proprio il ricordo di quel Perugia-Juventus - fa notare Tedesco - mi dà forza. Sono convinto che il miracolo può verificarsi, gli azzurri non andranno a Genova per farsi una scampagnata, giocheranno come sanno'. (Giornale di Sicilia)