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L'1-2 in casa contro il Verona è un ottimo risultato per il Palermo. Provocazione? Sì, ma c'è un fondo di verità e serietà. In quello che fin qui in tanti hanno definito un 'annus horribilis', e non solo da ieri, la Coppa Italia era niente più di un orpello. Gasperini si era trincerato dietro i soliti muri di sabbia della retorica: 'Tutti ci tengono poco, ma poi uscire dispiace sempre'. Non poteva essere altrimenti, onde evitare che perfino i panchinari giocassero in infradito, come del resto hanno fatto. A caldo, subito dopo il ko, il tecnico ha potuto allargare i ponti della sincerità: 'Cerchiamo di essere realisti: un'altra partita di Coppa non ce la saremmo potuta permettere'.

Il Gasp, da bravo timoniere che non deve mai perdere la bussola, ha centrato il punto. Se rischiasse la bocciatura, un liceale sarebbe costretto a rinunciare al viaggio d'istruzione. E in effetti quella del 18 dicembre sul campo dell'Inter avrebbe avuto il sapore della gita per concedere una passerella a degli scolaretti. Molto meglio evitare la trasferta con tanto di voli pindarici racchiusi nel bagaglio: la sfida degli ottavi di finale di Coppa Italia sarebbe stata un impaccio infrasettimanale a cavallo tra Udinese (al 'Friuli’) e Fiorentina (al ‘Barbera’).

Il concetto è molto semplice: con un organico tanto risicato e qualitativamente non eccelso, il Palermo deve pensare soltanto al campionato. Anzi, cerchiamo di essere più precisi: deve pensare al quart'ultimo posto, unico, realistico obiettivo di una squadra che dovrà essere pesantemente ritoccata a gennaio. Sapevamo già che manca qualcosa nell'undici titolare, e la sconfitta di ieri sera ha messo a nudo il nulla cosmico - o quasi - delle riserve. Dunque ringraziamo il Verona, che può permettersi i sogni, tra cui quello della Serie A. Il Palermo, di contro, deve ricordarsi di scacciare gli incubi.