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E se Ligabue tifasse Palermo? C’è una delle sue canzoni che sembra fatta apposta per la disgraziata stagione dei rosanero. “Non rinuncio a una certa illusione” canta il buon Liga nella sua “linea sottile”, ed ogni riferimento alla sfida di domenica mattina al “Matusa” di Frosinone pare calzare a pennello. Davide Ballardini, infatti, non rinuncia affatto all’idea di potersela giocare ancora ad armi pari. Nonostante la mancata vittoria contro l’Atalanta e, nonostante, all’appello manchino soltanto quattro partite: “Ce la giocheremo fino alla fine, abbiamo commesso alcuni errori ma devono servirci da stimolo per migliorar. Partendo da questo scontro diretto”.

Una lotta salvezza che poteva già chiudersi nel turno infrasettimanale giocato in un desolante “Barbera” a porte chiuse, ma che persiste a rimanere accesa. “Per il cielo è un po’ presto, per l’inferno non c’è posto, per qualcuno è solo l’antipasto” ci ricorda, ancora una volta, quel Ligabue che una fede calcistica già ce l’ha (dichiarato interista). Un antipasto, si. Perché al “Matusa” si giocherà all’ora di pranzo e quell’orario, a volte, è stato indigesto. Ma non sempre: era il 18 ottobre e Franco Vazquez guidava i suoi al “Dall’Ara” contro un Bologna assai lontano parente di quello che ha poi conquistato, con largo anticipo, la salvezza.

Domenica i protagonisti saranno, quasi, gli stessi. Con alcune assenze per squalifica da entrambe le parti (Ajeti e Chibsah per i ciociari, Struna e Vitiello tra gli ospiti). Con un Gilardino in campo, magari, dal primo minuto. Ed un Frosinone ancora stordito dalle cinque reti subite al “Bentegodi” da un mai domo Chievo Verona. Con la speranza, per rimanere in tema, che la musica finalmente cambi. E che accada al “Matusa”, a quasi tre mesi dall’ultima gioia stagionale. Sarà una gara da tripla: dunque… “Vivo o morto o X”.

@giambr1albe