Ora che la Juventus è stata battuta e che la Roma resta aggrappata alla speranza di qualificazione Champions magari per un po' nessuno se ne ricorda più. Ma era appena ieri e James Pallotta chiamava alla mobilitazione dei cittadini romani (solo romanisti?) perché stadio sia. Ci crede davvero Pallotta? Quando fa così fa sul serio o si sta, rassegnato, preparando a mollare?

E prima di questa, altra preliminare domanda: chi informa Pallotta su Roma e l'Italia? Cosa gli raccontano, spiegano e relazionano i non pochi manager che dovrebbero per lui americano fungere da autentici mediatori culturali con il nostro, diciamo così, complesso sistema paese?

Se davvero Pallotta pensa ci possa essere mobilitazione per così dire civica per una grande opera pubblica (in questo caso privata) qui e ora in Italia e soprattutto a Roma, allora sbaglia paese e città. A meno che la mobilitazione non si risolva in un corteo e sit in tifoso. Se invece per mobilitazione civica si intendono categorie sociali, associazioni, corpi intermedi, insomma società civile che spinge alla realizzazione di manufatti di pubblico uso ed utilità, allora Pallotta invoca una cosa che non esiste.

Eppure Pallotta non è arrivato ieri, in anni di rapporti con cose italiane nessuno gli ha mai fatto leggere i dati ufficiali secondo i quali la nostra giustizia penale e amministrativa è lenta e incerta e mai definitiva oltre ogni possibile anglosassone immaginazione e programmazione? Nessuno davvero ha mai "translate" a Pallotta che questo significa ci sarà sempre un esposto, un rinvio, un blocco, una revisione, una riapertura, una terza e quarta istanza, una sospensione? Forse qualcuno da qui, da Roma, ha raccontato e racconta a Pallotta che con conoscenze, rapporti, sana attività di lobby...Se qualcuno ha raccontato questo lo ha fatto soprattutto per giustificare il suo ruolo. Comprensibile, ma non corrispondente alla realtà.

E se qualcuno ha raccontato di avere la chiave per aprire l'Italia e Roma, davvero Pallotta può averci creduto? Nonostante i costi e i tempi di ogni cantiere in Italia siano ufficialmente il triplo rispetto alla media europea?

E a Roma poi...Roma che non costruisce impianti per i rifiuti e pur di non costruirli ha i rifiuti come consueti coinquilini. Roma che non ripara le buche in strada, Roma che non ripara da mesi e mesi le scale mobili della Metro (tre aziende appaltatrici tre a dire non ci compete e poi Atac e Campidoglio a dirsi impotenti come Ponzio Pilato). Roma, questa Roma fa, si fa o si lascia fare uno stadio in due, tre anni?

Pallotta ha detto che con il tempo già trascorso i romani (quelli antichi) ci avevano già fatto il Colosseo. Vero. E forse allora Pallotta comincia a non poterne più. Forse comincia a non credere più ai report imbelliti che gli arrivano da referenti in loco che forse la sanno ma di certo non la dicono tutta su Roma e lo stadio. Forse Pallotta sta elaborando il suo personale impossibilia nemo tenetur, nessuno può restare fedele all'impossibile.

Chissà davvero cosa l'americano comprende e ha compreso di Roma, chissà se la sua chiamata alla mobilitazione perché stadio sia è voce espressa di una benedetta e volitiva ingenuità tutta americana appunto, oppure se è il primo accento, la prima eco di un non possumus, hic et nunc non possumus,  per dirla coi romani di una volta.