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"Ho le mie scaramanzie, le rispetto". Ovvero, niente stadio a vedere i figli. Parola di Giancarlo Inzaghi, papà di Simone e Filippo, dal prossimo anno allenatori di Inter e Brescia. "Quando giocano le squadre dei miei figli, niente stadio: mi chiudo nella mia camera, con tutte le tapparelle abbassate, la tv ad alto volume e mia moglie va in un'altra stanza. Non sono proprio un lord inglese: tendo ad arrabbiarmi e non mi sta bene niente. Dal lunedì al venerdì zero sigarette, mentre nel week-end ne fumo un pacchetto e durante le partite mi bevo...un nocino" racconta al Corriere dello Sport.

SU SIMONE - "Ha vinto tre trofei, ha riportato la squadra agli ottavi di Champions, ha valorizzato tanti giocatori e ha vissuto un'avventura importante. Un altro al suo posto magari sarebbe rimasto 30 anni visto quanto lo stimavano e gli volevano bene, ma lui aveva voglia di mettersi alla prova con una realtà ancora più importante. Inter? Sono contentissimo perché ha trovato una grande squadra e una grande società. Per Simone è stato un passo molto importante dopo 22 anni vissuti a Roma, ma l'Inter è...l'Inter. Ha fatto bene ad andare incontro a una nuova bellissima sfida della quale sono convinto sarà all'altezza".
SULL'INTER - "Simone raccoglierà l'eredità di un allenatore bravo come Conte che ha vinto lo scudetto, ma in Europa non ha fatto bene. Avrà una panchina più lunga rispetto a quella che aveva alla Lazio e, state certi, darà tutto se stesso per dimostrare ciò che vale. Io mio figlio lo conosco bene: adesso è in vacanza con la famiglia, ma già da qualche giorno pensa a come far giocare la sua squadra".

SULLO SCUDETTO - "Pronunciarlo? No, per l'amor di Dio... Vediamo che mercato che sarà perché leggo che tanti club hanno prima bisogno di vendere e poi di comprare. Per parlare di obiettivi meglio aspettare inizio settembre. In ritiro con la Lazio due estati fa dissi che quella squadra ne avrebbe fatte tribolare tante e fu così, almeno fino allo stop per Covid. Magari in questa stagione andrà a finire meglio...Speriamo".