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    Paquetá-Milan: la trappola visite, sarà pagato il 70% e... Leo come Guardiola

    Paquetá-Milan: la trappola visite, sarà pagato il 70% e... Leo come Guardiola

    • Fabrizio Romano
    Rio de Janeiro, ore 9 della mattinata di ieri, zona ovest della città. Gli indizi diventano prove: il Milan ha preso Lucas Paquetá, un medico e un dirigenti spediti direttamente dalla società rossonera accompagnano il gioiello 21enne in una nota clinica della città. Precisamente in zona Barra da Tijuca, Paquetá sorride e rimarrà per 4 ore a sostenere i test medici che confermeranno il colpo del Diavolo. Pensato, voluto, costruito totalmente da Leonardo che ha voluto subito stringere per 35 milioni con bonus e far sostenere immediatamente le visite al ragazzo per evitare brutte sorprese. Tutto ok, senza problemi. Ma perché questa fretta? Qui nasce l'altro retroscena: il Flamengo aveva proposto di inviare al Milan le cartelle cliniche di Paquetá risalenti a due settimane fa per evitare nuovi test, i rossoneri hanno insistito e blindato l'acquisto. Una scelta nata per non avere inserimenti o una possibile beffa, così da poter procedere alla stesura di contratti e documenti evitando la 'trappola' che potesse far prendere tempo e concedere rilanci di altri club. Affare fatto per gennaio, non mancano neanche più le visite.

    IL MODUS OPERANDI DI LEO - Una tentazione inventata da Leonardo, dicevamo. Perché da quando si è insediato nella dirigenza del Milan, Leo si è attivato su Paquetá considerandolo il miglior talento presente oggi in Brasile e tra i migliori dell'intero Sudamerica. Ha capito che c'era margine per trattare sui 50 milioni della clausola; questo perché la scadenza del contratto era nel dicembre 2020 e ha spinto Paquetá a non rinnovare, solo due anni davanti e una situazione pericolosa che ha spinto il Flamengo ad accettare i 35 milioni del Milan. Strategia perfetta; mesi di lavoro silenzioso, poi gli incontri con gli agenti per rimanere in corsa anche quando si sono inserite Paris Saint-Germain e Manchester City con grandissima forza. E qui nasce l'operazione alla Leonardo: telefonate continue al giocatore, rapporti splendidi con l'agente da anni e soprattutto con la dirigenza del Flamengo, presidente Eduardo Bandeira de Mello incluso. Leo ha agito... "alla Guardiola", come quando Pep chiamò Gabriel Jesus per sorpassare l'Inter convincendolo in pochi giorni. Lo stesso ha fatto Leonardo, corteggiamento diretto con più di 5 telefonate e sì di Paquetá nonostante tanti top club lo volessero. Mossa perfetta, contratto di cinque anni già pronto.


    PERCENTUALE AL FLAMENGO - Determinante è stato anche il ruolo di Bruno Singal, CEO del Flamengo che in gran segreto è stato invitato a Milano pochi giorni fa per blindare l'accordo e organizzare poi le visite mediche di Paquetá. Insomma, non manca più nulla e l'operazione è conclusa. Ma c'è un ulteriore dettaglio da puntualizzare: il Milan pagherà infatti solo il 70% dei 35 milioni al Flamengo anche in termini di bilancio, mentre il resto andrà nelle casse della famiglia di Paquetá come da accordi sul suo cartellino e un'altra piccola parte agli agenti della 'Brazil Sports' che hanno curato il trasferimento. Flirtavano con Man City e PSG, hanno scelto il Milan. Merito di Leonardo.

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