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Fuori impazza la bufera, ma il mercato va avanti. E la fine si avvicina inesorabilmente. Così Fabio Paratici torna a Londra per cercare di sbloccare soprattutto il mercato in uscita. In ballo tante situazioni, gli interessamenti di Newcastle e West Ham per Daniele Rugani ad esempio. Si monitora sempre la posizione di Emerson Palmieri, per quanto siano in costante aumento le quotazioni di Mattia De Sciglio come alternativa ad Alex Sandro e Federico Bernardeschi sulla fascia sinistra. Aspettando sviluppi sul fronte Sami Khedira è però Douglas Costa a rappresentare la vera priorità in uscita della Juve. Da una cessione dell'attaccante brasiliano dipende il prossimo colpo in entrata, è lui a dover fare spazio in organico e a bilancio. Ecco che Paratici a Londra lavora soprattutto per questo, cercando una soluzione che possa accontentare Douglas Costa, missione tutt'altro che facile considerando le difficoltà riscontrate fino a questo momento. Ma se qualcosa si sbloccasse poi si potrebbe affondare una volta per tutte il colpo per Federico Chiesa.
PISTA CALDA. Infatti i contatti con Fali Ramadani, nuovamente intermediario di questa operazione, sono continui, quotidiani. La Fiorentina si è ormai rassegnata all'idea di vederlo partire ora o tra un anno, il suo contratto è in scadenza al 30 giugno 2022 e riflessioni vanno fatte già ora, con una richiesta reale che è ben al di sotto dei 70 milioni ventilati più o meno pubblicamente. Un prestito con obbligo di riscatto può rappresentare la formula giusta, un'offerta complessiva da 45-50 milioni anche, forse pure qualcosa in meno in caso di acquisto a titolo definitivo subito. Ma non sono tempi normali, per la Juve resta una condizione indispensabile la partenza di Douglas Costa, almeno per ora. Su questo si stanno concentrando gli sforzi, con la Fiorentina che a questo punto sembra solo aspettare che l'interesse e i contatti con gli agenti di Chiesa possano trasformarsi in un'offerta concreta. Il tempo scorre, ma la Juve ci prova.