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Se la Juve vuole continuare a lottare per lo scudetto e passare il turno in Champions, deve tornare a fidarsi della vecchia guardia, cioè di Giorgio Chiellini in difesa e di Blaise Matuidi e Sami Khedira a centrocampo. Infatti né Rabiot, né Ramsey hanno il passo, la tecnica e la velocità (almeno mentale) per essere affidabili, mentre dietro anche Bonucci sembra soffrire l’assenza del capitano. 

La mia affermazione, ammesso che sia condivisa da qualcuno e magari sposata, almeno adesso, da Maurizio Sarri, confligge non solo con il mercato della società e di Paratici in particolare, ma anche con quelle che sembravano essere le mosse scontate dell’allenatore. Con Higuain se ne sarebbero dovuti andare sia Matuidi che Khedira. Invece, dopo aver scalato le nuove gerarchie, ci si è accorti che i vecchi, se non indispensabili, sono di certo ancora molto utili. Prima di tutto tatticamente. 

Matuidi, per esempio, non è certo un fine palleggiatore. Anzi, ad essere onesti, tecnicamente è uno dei calciatori professionisti di alto livello meno dotati. Tuttavia la sua collocazione - a sinistra nei tre di centrocampo - consente di avere quell’equilibrio che altri non assicurano. Davanti a lui si muove Cristiano Ronaldo il quale non partecipa praticamente mai alla fase difensiva e, adesso più di prima, perde anche qualche pallone. A quel punto Matuidi diventa fondamentale per andare a riconquistare palla e rigiocarla sul corto dove Pjanic, se fosse in condizioni accettabili, si incaricherebbe di impostare. 
Dall’altra parte, ovvero a destra, deve giocare Khedira. Se si è infortunato e la sua assenza è stata anche molto lunga, la colpa non è certo di Sarri, ma il tedesco è l’unico in grado di buttarsi dentro con i tempi giusti per andare alla conclusione. Inoltre sa far viaggiare la palla, ha uno spiccato senso della posizione, realizza passaggi semplici ed esatti.

La Juve di Lione è stata deficitaria anche a causa dei numerosi errori tecnici, ovvero dei tocchi sbagliati, che hanno ulteriormente penalizzato una manovra molto lenta.
Ammesso e non concesso che quanto da me scritto sia generalmente accettato, c’è da rilevare come le scelte di mercato di Patratici e Nedved siano state fallimentari. A parte De Ligt, che sta crescendo ed è un investimento per il futuro, Ramsey e Rabiot, presi a parametro zero, ma non per questo del tutto gratuiti, sono autentiche delusioni. E’ vero che Ramsey è stato impiegato fuori ruolo (non è mai stato un trequartista) quando Sarri voleva giocare con un suggeritore dietro le punte. Ma da mezzala è troppo fragile, poco continuo, a volte del tutto irrilevante. 

Rabiot è il peggiore di tutti e, a prescindere da qualsiasi altro ragionamento di opportunità, non si capisce come Sarri lo possa preferire a chicchessia. Lento perché alto, macchinoso perché è stato fermo per un anno, si diceva che non fosse ancora al massimo per la ragione che veniva impiegato a destra. Purtroppo, quando è stato schierato da mezzala sinistra, ha provocato danni che solo la buona sorte o compagni più solerti sono riusciti ad evitare.

Credo che quanto mostrato a Lione sia sufficiente per costringere Sarri a rinunciare a Rabiot. Il centrocampo va assolutamente ridisegnato con Bentancur centrale (non mi piace, ma chiunque oggi sarebbe meglio di Pjanic), Khedira a destra e Matuidi a sinistra. Il problema sarà la tenuta del tedesco, anche se la sua coscienza tattica è un valore imprescindile. Dietro, Chiellini con Bonucci perché il vero leader e capitano è il primo. Lui solo, non altri, ha il diritto di riprendere i compagni. Altrimenti anche una buona intenzione diventa controproducente.