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Mediocre, ma avvincente. Saranno 90 minuti all'ultimo respiro di un campionato che non sarà ricordato nella storia, ma giocato come non si vedeva da tempo. Il Toro annusa i play off e non fa calcoli. Dopo la tempesta di dicembre e gennaio, questa è già una vittoria. La prima targata Petrachi. 'Finora siamo stati in una pentola a pressione - dipinge l'atmosfera il ds della rivoluzione dei peones - non abbiamo mai staccato la spina, né dal punto di vista fisico né da quello mentale. Adesso non dobbiamo più correre. E' prima settimana normale da quando sono qui, e forse sarà l'ultima'. I granata possono respirare. E guardano al Cittadella con occhi più rilassati. Ma consapevoli che una vittoria sui veneti permetterebbe a Colantuono - preoccupato per le conseguenze del ko muscolare di Ogbonna - di scavalcare Foscarini al 5° posto ed evitare nei play off, che cominciano mercoledì 2 giugno (domenica 6 il ritorno, le finali il 9 e 13 giugno), la terza classificata. Cesena, Brescia o addirittura Lecce (se perde e le altre due vincono): clienti scomodissimi. 'Noi giochiamo per vincere, ci mancherebbe altro - assicura Petrachi - però non facciamo nessun tipo di calcolo. Vogliamo ottenere il massimo, ma la griglia non la guardiamo. Se cominciassimo a farlo, faremmo uno sbaglio. Io sono molto fatalista. L'avversario che arriva è quello giusto. Il più forte? Chi è arrivato fino in fondo se l'è meritato. Il Sassuolo è stato sempre davanti, come il Lecce. Il Cittadella ha ottimi giocatori, il Cesena è tonico e arcigno. E il Brescia ha forse il miglior organico di tutti, però negli anni scorsi non gli è andata molto bene'. Il quarto posto permetterebbe al Torino di giocare la semifinale di ritorno (contro la quinta) in casa e, nel caso di parità dopo 180 minuti, passare il turno in virtù del miglior piazzamento in classifica. (Leggo - Edizione Piemonte)