Non sarà Allegri l’allenatore della Juventus 2019-20. Per noi, giusto così: 5 scudetti, 4 Coppe Italia, 2 Supercoppe Italia, 2 finali di Champions, tutto questo in 5 anni. Basta e avanza per uscire da trionfatore. Quando dicono che in Italia non si costruisce perché non ci sono casi come quello di Ferguson e il Manchester United ci viene da sorridere: cinque anni di calcio italiano, per stress, tensione, logoramento nervoso, sforzo nel ricaricare le motivazioni, valgono il triplo di quello inglese. Allegri continuerà altrove una carriera straordinaria, ora tocca alla Juve non sbagliare la scelta. Perché il dopo-Conte è stato la celebrazione dell’intuizione, ma non va taciuto il ruolo della fortuna: Allegri, già scudettato col Milan, era senza panchina e non era stato difficile ingaggiarlo.

 

   

PRIMA LISTA - I cinque anni di Max hanno fatto capire dove la Juve può e deve migliorare, in campo europeo (del nono scudetto non frega più neppure ai tifosi bianconeri). Delle cinque Champions disputate, la Juve di Allegri ha sbagliato l’ultima, con le sconfitte di Madrid e quella terribile in casa con l’Ajax, vanificando così l’impresa contro l’Atletico nel ritorno all’Allianz Stadium. Due volte è andato in finale e due volte è uscito fra fragorosi applausi, come capitato a Monaco di Baviera e al Bernabeu. Per migliorare in Europa, la Juve deve prendere un allenatore che conosca bene il territorio. Questa è la lista dei tecnici che hanno vinto la Champions negli ultimi anni e che sono ancora attivi: Zidane, Ancelotti, Mourinho, Guardiola, Benitez, Di Matteo, Luis Enrique. Andiamo per esclusione: via i primi due, Zizou è al Real e Carletto al Napoli. Diremmo via Di Matteo e Benitez, il primo ha fermato il suo percorso, il secondo ha accettato una categoria inferiore. Difficile Luis Enrique: è il ct della Spagna (anche se il ricordo di Lopetegui dovrebbe indurre alla cautela...) ed ha un passato romanista. Restano Mourinho e Guardiola. Se fosse Pep, benissimo. Altra visione, altro calcio, da verificare in Italia e anche in Europa (dopo il Barcellona, con Messi, non si è più avvicinato alla Champions), ma di sicuro sarebbe una scelta in linea con il livello della Juve. Se fosse Mourinho, non ci stupiremmo affatto. Ha professato fede interista? Se ne faranno una ragione i tifosi, dell’Inter e della Juve, ma anche in questo caso il livello sarebbe assicurato, nonostante il recente fallimento di Manchester.

   

SECONDA LISTA - C’è poi un altro gruppetto di tecnici europeisti, anche se non hanno vinto la Champions, su cui la Juve può fissare la sua attenzione: Simeone, Klopp, Deschamps, Pochettino ed Emery. Da qualche giorno accarezziamo l’idea, solo seguendo un filo logico, che il club campione d’Italia aspetti una delle due finali, di Champions e di Europa League, per annunciare il suo nuovo allenatore. Escluso Sarri, ma solo perché è targato Napoli, il tecnico del 2019-20 potrebbe uscire fra Klopp, Pochettino ed Emery. Più Deschamps. Anche il fatto che lo strappo con Allegri sia stato così prolungato fa pensare a una strategia: arrivare all’annuncio del nuovo tecnico dopo una delle due finali. Questione di poco, ormai.

In queste due liste non appare il nome di Conte perché nelle coppe europee finora il suo percorso non è stato affatto luminoso. Rispetto ad Allegri, sta dietro e non di poco. Sarebbe una garanzia per il nono scudetto. O magari alla Juve va bene anche questo...