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Mattia Perin è partito verso Lisbona convinto di essere un nuovo giocatore del Benfica. Ora è tornato a Torino, da calciatore della Juve fino a prova contraria. Un bel pasticcio, un pasticcio da 15 milioni di euro. E che attende ancora una parola fine al termine di 48 ore piuttosto controverse. Riassunto delle puntate precedenti. Dopo un lungo corteggiamento direttamente di Manuel Rui Costa, Perin ha detto sì al Benfica in cambio di un ricco contratto da cinque anni a 3 milioni a stagione bonus inclusi. Dopo una lunga trattativa il Benfica ha detto sì alla richiesta della Juve, accettando sotto la regia di Jorge Mendes di pagare 15 milioni per acquistare a titolo definitivo Perin. Un compito non facile, considerando la volontà del club lusitano di non andare oltre un prestito con diritto di riscatto, avanzando preoccupazioni per lo storico infortuni dello stesso Perin: ma alla fine la volontà di puntare su di lui aveva avuto la meglio, anche dopo il blitz del presidente Viera alla Continassa di lunedì. Accordo totale tra tutte le parti, sullo sfondo il passaggio di Joao Ferreira alla Juve per 8 milioni e Perin in volo verso Lisbona nella serata di mercoledì, per poter effettuare le visite giovedì e poi apporre le firme sul contratto. A questo punto qualcosa va storto: secondo il Benfica le visite non hanno confermato le rassicurazioni bianconere, anziché a settembre Perin avrebbe avuto bisogno di altri quattro mesi di tempo prima di essere a disposizione, la trattativa quindi si riapre mentre la Juve smentisce problemi nelle visite mediche e il Benfica pubblica un comunicato ufficiale in cui si spiega la propria verità rimandando l'appuntamento con Perin dopo il pieno recupero. Scatenando, dettaglio non di poco conto, la rabbia della società bianconera. Tutto da rifare o quasi.

GLI ULTIMI SVILUPPI – Rimandare tutto a gennaio, quando Perin sarà recuperato. Tornando a una formula di prestito con opzione di riscatto, obbligatorio al raggiungimento di determinati obiettivi. Questo è quanto prova a ri-chiedere il Benfica, lasciando Perin nelle mani dello staff sanitario bianconero, garantendo però la somma totale di 15 milioni voluta dalla Juve. Che non vorrebbe più tornare su un accordo ormai preso, così i bianconeri prendono tempo e aprono nuovamente le porte ad altre soluzioni: c'è sempre il Porto interessato, sta irrompendo anche il Monaco nelle ultime ore, se questi o altri club dovessero impegnarsi a pareggiare la proposta economica del Benfica allora la Juve accetterebbe nuove offerte. Contatti in mattinata, non senza tensioni. Poi il discorso è ripreso in serata. Ma per una parola fine bisognerà quantomeno attendere che Fabio Paratici e Pavel Nedved tornino operativi, essendo partiti verso Singapore solo nel pomeriggio. È diventata anche una questione d'onore, resta comunque una questione di soldi. Ora Perin è un portiere della Juve che verrà curato al J Medical, domani chissà.