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Ma era proprio necessario acquistare Jonathas? Fino a questo momento il brasiliano ha solo contribuito ad accentuare le similitudini tra la stagione del Pescara e quella della Longobarda nel film 'L'allenatore nel pallone'. Il suo furbissimo procuratore in tempi non sospetti aveva pomposamente dichiarato: 'Chi lo prende fa un affare'. Come se non lo conoscessimo, Mino Raiola. Un modo per scaricarlo e trovargli un ingaggio prima possibile. Tutto calcolato: quelli buoni li piazzi subito, per quelli meno buoni ti devi per forza inventare qualcosa. 

Non che il brasiliano sia proprio da buttare via: qualche gol l'ha anche segnato, ma in Serie B. Probabilmente è più adatto a quella categoria. Alla fine Raiola ci è riuscito, e non è nemmeno escluso che abbia fatto come fece, all'epoca, con Bergkamp: chi lo voleva, doveva sobbarcarsi anche Jonk. Ai dirigenti biancazzurri che volevano Weiss probabilmente avrà proposto anche... il fratello di Aristoteles: prendere o lasciare.

Aiuterà pure la squadra con la sua stazza fisica, ma a Jonathas, quando gliene va bene una, scivola in area solo davanti al portiere: è un'immagine emblematica, che rappresenta il momento 'no' dell'attaccante. Sansovini era tanto più scarso? E Vukusic accantonato troppo prematuramente? E Celik? Perché a questo punto non dare più spazio a lui, che almeno fino a questo momento un pallone l'ha messo dentro? Meditiamo e aspettiamo le risposte del campo, e magari qualche volta anche di Stroppa. Le alternative non mancano.