Dopo tanti anni il Milan torna a vivere una serata da Milan, una di quelle partite decisive per raggiungere l’obiettivo, una di quelle partite che profumano di impresa, una di quelle partite che il Milan non sbaglia e che lasciano il segno. Sembrava davvero impossibile espugnare il campo di Bergamo di questi tempi, ci aveva lasciato malamente le penne anche la Juve e invece i ragazzi di Gattuso ce l’hanno fatta, con una prestazione sontuosa, in rimonta, una prova da “grande” squadra. Il “noi” preteso da Gattuso e quella “coesione” descritta da Maldini hanno portato il Milan ad essere la favorita per il quarto posto. Il tutto partendo da un’estate tormentata, addirittura con la ghigliottina dell’Uefa, da una proprietà inesistente e da un management incompetente, da un mercato fatto in fretta e furia e da una rosa largamente incompleta.

Da queste macerie Leonardo, Maldini e Gattuso sono riusciti a tirar fuori una vera squadra che, dopo essere stata per anni il brutto anatroccolo del calcio italiano, è tornata prepotentemente a correre per i primissimi posti della classifica. Il mercato di gennaio ha sublimato la rinascita. Il destino nel calcio è strano e meraviglioso: la partenza di Higuain sembrava costringere il Milan ad abbandonare il sogno Champions e invece il suo sostituto si è rivelato un mitragliatore di gol eccezionale. Con il merito, non da poco, di unire il gruppo invece che dividerlo come faceva l’argentino. Il colpo alla Ibra del pareggio di Bergamo è uno di quei gol che cambiano le stagioni, Piatek con quella volèe rende inutile il dominio atalantino del primo tempo. E’ il modo migliore per distruggere le certezze dei ragazzi di Gasp. Nella ripresa infatti è tutta un’altra partita e si capisce chiaramente che con quella difesa l’Atalanta difficilmente potrà lottare fino alla fine per il quarto posto. Ne approfitta Calhanoglu che fa dimenticare ai tifosi rossoneri le sue modeste prestazioni con un gol pesantissimo. L’abbraccio di tutta la squadra è la fotografia di un Milan definitivamente ritrovato. Il solito Piatek poi chiude i conti e ritocca la sua impressionante media realizzativa dimostrando di aver avuto un impatto con il Milan che nemmeno l’ottimismo leonardiano poteva ipotizzare. Dopo aver bloccato Napoli e Roma e aver espugnato Bergamo, i rossoneri non possono più nascondersi e diventano chiaramente i favoriti per il quarto posto. Forse anche il terzo. Per la prima volta la squadra di Gattuso non è più l’outsider, ma diventa la “favorita”, un ruolo al quale non è abituata. Bisogna tenere i piedi per terra e pensare che l’obiettivo non è affatto raggiunto. Ancora una volta riveste un ruolo fondamentale la società, che non deve permettere in alcun modo un calo di concentrazione proprio adesso. Intanto il primo obiettivo Leonardo e Maldini lo hanno già raggiunto: quello di far tornare i tifosi rossoneri a sognare in grande. Fino a pochi mesi fa sembrava impossibile.