Siamo fra le prime quattro nazionali Under 20 al mondo e ora in semifinale ci aspetta l’Ucraina. Ci siamo arrivati con una partita folle, con la doppietta del capitano Andrea Pinamonti, segnando 4 gol e prendendone 2, mentre nelle precedenti 4 gare ne avevamo subìto uno solo. Una partita lontana dalla nostra solita linea di gioco. Ci siamo arrivati con un po’ di paura, ma anche con coraggio, soffrendo ma anche giocando, attaccando. Il Mali è stato un avversario duro, con un attacco di grande tecnica (i nomi di Sekou Koita e di Ibrahima Kone li sentiremo presto in giro) e con un centrocampista fortissimo come Camara. Per tre volte siamo sempre andati in vantaggio grazie anche all’espulsione dopo 20' di Diakite e per due volte siamo stati raggiunti. Per non soffrire, bisogna essere più cattivi, si era già visto con la Polonia questo difetto, ma va bene anche così. Anche perché questa...tenerezza ha permesso nel finale a Plizzari di ripetere il miracolo: altro rigore parato, sul 4-2. E’ il terzo neutralizzato, due lui, l’altro Carnesecchi. Nicolato guida una fantastica Under 20.

   

AUTOGOL E ROSSO. E’ successo quasi tutto in 20' ed è successo tutto a nostro favore per demerito (ma si può dire pure per dabbenaggine) del Mali. Dopo 12', autorete maldestra di Kone su angolo di Esposito. Dopo altri 5 minuti, fallo durissimo di Sissoko sullo stesso Esposito (le immagini tv facevano paura, si è vista la gamba dell’azzurro che si piegava, ma per fortuna è rimasto in campo) e l’arbitro americano si è limitato al giallo. Ancora 3 minuti e quel giallo è diventato rosso per Diakite per un intervento assurdo, violento e gratuito a metà campo su Pellegrini.

   

POI, LA PARTITA. Dopo quei 20' di follia africana eravamo in vantaggio nel punteggio e negli uomini e dovevamo sfruttare meglio quella doppia superiorità. Invece, fino al 30', zero tiri degli azzurri contro 5 del Mali e in un paio di occasioni Plizzari era già intervenuto. Dopo la mezz’ora, la partita è diventata davvero bella soprattutto per merito dei nostri avversari. Il Mali ha giocatori straordinari sul piano fisico ma soprattutto tecnico, ha un solo “pensatore”, Camara, che manovra due attaccanti di talento assoluto, Kone e Sekou Koita, strepitosi nell’azione dell’1-1.

   

LE OCCASIONI. E’ stato Frattesi, per due volte in pochi minuti, a rompere gli indugi e a concludere da fuori area. Al 38', l’azione del pareggio africano con la nostra difesa frastornata. E’ cominciata da Camara, proseguita con un affondo di Fofana, arricchita dall’assist di tacco di Kone e conclusa dal sinistro di Koita che ha incenerito Ranieri. Abbiamo avuto due ottime occasioni con Scamacca e Pellegrini (parata decisiva di  Koita) ma anche il Mali ha creato un’altra palla-gol con Kone e stavolta la parata decisiva è stata di Plizzari. Quando l’attacco maliano partiva in velocità, la difesa azzurra sbandava come non era mai successo in questo Mondiale. L’ultima occasione del primo tempo è stata nostra con un colpo di testa di Gabbia su angolo di Esposito.

   

TROPPI CROSS. E’ vero che il gol e l’occasione finale di Gabbia sono arrivate da angolo, ma troppe volte i due esterni Bellanova e Tripaldelli concludevano le azioni con i cross per Pinamonti e Scamacca che avevano di fronte due giganti come loro, Clement Kanoute e Diaby (195 centimetri): di testa i palloni li prendevano tutti loro. Ci mancava l’alternativa, l’attacco centrale. Il Mali, che aveva due giorni in meno di riposo, che aveva disputato i supplementari negli ottavi con l’Argentina e che stava giocando con un uomo in meno, ribaltava l’azione con una velocità e una freschezza impressionante. Quanto alla tecnica, davanti erano superiori ai nostri.

   

FINALMENTE PINAMONTI. Anche nel secondo tempo la linea di gioco degli azzurri non è cambiata, in  area maliana gli azzurri rovesciavano un cross dietro l’altro, tutti alti, nella speranza di un errore dei difensori. Ma la prima occasione buona dell’Italia è arrivata al 12' quando Bellanova ha servito in area Pinamonti (fino a quel momento mai visto) con palla a terra: conclusione alta di poco. Ora però il possesso palla era tutto dell’Italia, il Mali non ce la faceva più a ripartite e Pinamonti ha colpito di nuovo. Da un contrasto in area, la palla è arrivata all’attaccante azzurro che ha avuto l’idea da bomber di razza: era vicino alla linea di fondo, tutti si aspettavano il cross basso, lui invece ha visto Youssouf Koita che non copriva il suo palo e lì gli ha messo la palla. Il Var ha convalidato il gol, Camara per pochi centimetri lo teneva in gioco. Terza rete per Pinamonti mentre Scamacca aspettava ancora la prima, c’è andato vicino al 24' con un colpo di testa alto di poco. Nicolato ha tolto Esposito, inserito Bettella come difensore centrale e avanzato Del Prato nel ruolo di regista. In un minuto, l’Italia ha avuto due palle-gol clamorose, prima con Pellegrini, poi con Pinamonti, tolte tutt’e due con doppia prodezza da Koita.




CI VUOLE PIU’ CATTIVERIA. Sembrava che il Mali non ci fosse più, ma era un’impressione sbagliata. Avendo buttato via la possibilità di chiuderla, abbiamo permesso alla nazionale africana di riagguantare di nuovo il pareggio. E’ una squadra di leoni. Camara, che non ha smesso un istante di correre, ha segnato il 2-2 su assist di Traoré, dopo una scivolata di Bettella. Mancavano appena 10' e l’Italia ha finalmente ritrovato la sua forza.

   

UN ALTRO REGALO. Il nuovo vantaggio degli azzurri è stato un regalo di Youssouf Koita che ha perso palla in uscita alta in area, Pinamonti l’ha arpionata e il portiere maliano l’ha steso. Rigore netto. Stavolta niente cucchiaio, stavolta Pinamonti l’ha scaraventata sotto l’incrocio dei pali. Imprendibile. Era il 38'. Un minuto dopo l’abbiamo finalmente chiusa con un morbido e velenoso colpo di testa dell’inesauribile Frattesi su cross di Bellanova.




PLIZZARI ANTI-RIGORI. Ma siccome questa squadra se non ci mette un po’ di thrilling non si diverte, al 50' ha permesso a quel fenomeno di Koita di infilarsi in area e Bellanova l’ha messo giù. Rigore netto. Solo che in porta noi abbiamo un altro fenomeno, Alessandro Plizzari, che in questo Mondiale aveva già parato un rigore e si è ripetuto stavolta sul tiro dello stesso Koita. Stavolta sì, era finita. Siamo fra le prime 4 del mondo.

   

ITALIA-MALI 4-2


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ITALIA (3-5-2): Plizzari (Milan) 8; Gabbia (Lucchese) 6,5 Del Prato (Atalanta) 6 Ranieri (Foggia) 6; Bellanova (Milan) 6 Frattesi (Ascoli) 7 Esposito (Ravenna) 6,5 ( 23' st Bettella-Pescara 6), Pellegrini (Cagliari) 7 Tripaldelli (Crotone) 7; Scamacca (Sassuolo) 6 Pinamonti (Frosinone) 8 (43' st Olivieri - Juventus sv). A disposizione: Carnesecchi (Atalanta), Candela (Genoa), Buongiorno (Carpi), Colpani (Atalanta), Gori (Livorno), Loria (Juventus), Alberico (Hoffenheim), Capone (Pescara). Ct: Nicolato 7

MALI (4-3-1-2): Y. Koita 5,5; Fofana 6,5 (46' st M. Traoré sv) Diaby 6 Clement Kanoute 6 Konan 6; Dramé 6 (40' st Konte sv) Sissoko 6 Diakité 4; Camara 7,5; S. Koita 7,5 Kone 6,5 (25' st B. Traoré). Ct: Kane 7

ARBITRO: Elfath (Usa) 6,5

MARCATORI: 12' pt Kone (M) autorete, 38' pt S. Koita (M), 16' st Pinamonti (I), 34' st Camara (M), 38' st Pinamonti (I) su rigore, 39' st Frattesi (I)

ESPULSI: 21' pt Diakite (M) per gioco violento

AMMONITI: 17' pt Sissoko (M) per gioco falloso