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Stefano Pioli è arrivato al Milan quasi per caso. E' stato scelto da Maldini e Boban per sostituire (nell'ottobre del 2019) Marco Giampaolo, l'uomo che doveva restituire ai rossoneri gioco e grandeur. Invece è stato proprio lui, il Normal One (così lo chiamavano), a riportare il Diavolo al vertice. "Educato, rispettoso, semplice", i tre aggettivi con cui si definiva sbarcato a Milano. Due anni dopo, festeggia le 100 presenze sulla panchina del Milan.

Non sono tanti gli allenatori capaci di sommare 100 partite in rossonero. Tanto che Pioli è ad un passo dall'agganciare Alberto Zaccheroni, decimo con 125 presenze nella classifica dei recordman della panchina al Milan (guidata da Nereo Rocco con 459 gare, poi Carlo Ancelotti con 420). I numeri raccontano tanto di un biennio più che positivo: 58 vittorie, 23 pareggi e 19 sconfitte, media di 1.96 punti a partita.
"Sono passati due anni da quel 20 ottobre 2019, Milan-Lecce. Tanti complimenti mister - ha detto oggi Maldini premiando Pioli a Milanello -, sono le prime 100 di un numero che è difficile dire quale potrà diventare. Siamo veramente contenti di questo traguardo così importante". Il tecnico ha risposto in modo diretto: "È merito di tutti noi, di tutti voi. Non so, forse qualcuno la prenderà come una minaccia, ma conto di farne almeno altrettante".

Insomma, Pioli al Milan è felice, vorrebbe andare avanti ancora per molto tempo. Contratto in scadenza a giugno 2022, il Milan ha un'opzione unilaterale per prolungarlo fino al 30 giugno 2023. Un'ipotesi che, al momento, appare molto probabile. Non solo: nei prossimi mesi il club rossonero potrebbe proporre un rinnovo fino al 2024, con adeguamento dell'attuale stipendio da 2 milioni di euro. Per andare insieme a caccia di nuovi record.