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Pippo Inzaghi resta al Milan, per ora: una decisione che scontenta tutti. In primis la società, che non è assolutamente soddisfatta dell'operato di SuperPippo, incapace di fornire un gioco decente alla sua squadra in più di 7 mesi. In secundiis lo stesso allenatore, che avrebbe preferito ricevere una conferma da parte del Milan. Ma soprattutto i tifosi, stufi di dover assistere a prestazioni imbarazzanti e a cambi quantomeno cervellotici, ogni "maledetta domenica". Ma se Inzaghi è ancora al suo posto, le motivazioni ci sono e sono più che variegate. E per ora valgono di più dei casi Cerci e Destro, e dell'incapacità di proporre un qualsiasi straccio di progetto, tecnico e tattico. Vediamole assieme:

1) PARAFULMINE - Inzaghi, è brutto dirlo, al momento fa comodo, in Via Aldo Rossi: in una situazione storica come questa, nel quale il futuro societario è incerto, ancor più di quello tecnico, un allenatore che catturi il malcontento della gente è la manna dal cielo. L'ingresso in società del thailandese Bee è molto vicino, l'addio di Galliani anche: Barbara dovrebbe rimanere, ma uno scossone sta per sconvolgere il mondo rossonero degli ultimi 25 anni. Inzaghi, accentratore di proteste da parte dei tifosi, funge da parafulmine per mille motivi di malcontento. Di cui, il principale  responsabile, rimane, e spiace dirlo visto il palmares che ha regalato al Milan, Silvio Berlusconi. Il quale avrebbe confidato, a voci amiche nella giornata di ieri, il suo motto per questi mesi: "Pippo avanti ad oltranza". Stamattina poi, secondo quanto riporta SportMediaset, è arrivata la conferma: una chiamata a Milanello, utile a pacificare gli animi e a confermare momentaneamente l'ex attaccante di Milan e Juventus in sella alla panchina del Diavolo. Momentaneamente. Lo stesso Adriano Galliani si è presentato oggi a Milanello, per tranquillizzare l'ambiente: il ds brianzolo ha pranzato con Inzaghi, e i due hanno avuto modo di confrontarsi su diverse tematiche, dopodichè c'è stato un incontro con la squadra, al termine del quale Galliani è andato via.

2) CALENDARIO - Una delle principali motivazioni è il calendario che attende i rossoneri: lunedì 16 marzo è in programma il match con la Fiorentina, al Franchi. Una partita che il Milan di qualche anno fa riusciva, di riffa o di raffa, quasi sempre grazie a Pato, a portare a casa; ora come ora però i Viola sono come il Real Madrid, per i poveri Diavoli: reduci dalle vittorie contro Inter a Milano e Juventus a Torino, impegnati stasera a Roma nella difficile trasferta con la Lazio, hanno in Montella quell'ispiratore e garante di qualità di gioco che in molti hanno pensato potesse diventare Inzaghi, ad inizio stagione. Ma la differenza tra i due, a cominciare dalla gavetta, è sembrata evidente sin da subito. Dare in pasto un eventuale nuovo allenatore alla trasferta nel capoluogo fiorentino, sarebbe come partire ad handicap. A Milano vogliono evitarlo.

3) FATTORE ECONOMICO - Il Milan, attualmente, ha due allenatori a busta paga: Seedorf, e appunto Inzaghi. Un terzo tecnico non aziendalista andrebbe ad incidere notevolmente sulle disastrate casse rossonere. Ipoteticamente, un eventuale arrivo di Montella a giugno, costerebbe al D‫iavolo più di 5 milioni solo per liberare il tecnico campano, oltre allo stipendio da elargire all'attuale allenatore della Fiorentina. Per questo motivo, l'ingresso di Bee in società, dovrebbe quantomeno semplificare le cose da questo punto di vista. Denaro fresco, per forze fresche.
4) DEBOLI ALTERNATIVE - L’unica alternativa in caso di esonero di Inzaghi rimane comunque Christian Brocchi: l’attuale tecnico della Primavera del Milan è infatti molto apprezzato da Berlusconi e Galliani per la sua filosofia di gioco delle sue squadre, che vogliono scendere sempre in campo per fare la partita. Ma si tratta di un altro tecnico senza esperienza, che solo nelle giovanili ha potuto dimostrare il suo valore, anche se a differenza di Inzaghi, è riuscito a fornire un gioco ai giovani da lui allenati. Pippo vinse il Viareggio grazie soprattutto a Petagna, ma non si qualificò nemmeno alle finali scudetto, con una rosa più grande rispetto agli avversari. Forse bisognava valutare diversamente il suo operato alla guida dei "giovani", l'anno passato. Le opzioni Seedorf e Tassotti non sono mai state prese realmente in considerazione.

5) CONTE IL DIFENSORE - Secondo quanto riferisce il free press Leggo, tra le tante telefonate che ci sono state ieri ci sarebbe stata una molto importante tra Silvio Berlusconi e Antonio Conte: l’attuale ct azzurro avrebbe infatti persuaso il numero uno rossonero a confermare Filippo Inzaghi sulla panchina milanista. Durante la chiamata, non si sarebbe parlato però solo del presente, ma anche del futuro visto che l’ex allenatore della Juventus era il sogno, poco celato, dei vertici rossneri nella scorsa estate.

Queste sono le principali motivazioni per le quali Pippo Inzaghi è ad oggi ancora l'allenatore del Milan: certamente, per il club una volta leader nella comunicazione, in Italia e nel mondo, questa empasse o stallo alla messicana non è assolutamente accettabile. I tifosi, che pensano di stare assistendo ad un brutto incubo da qualche mese a questa parte, meritano chiarezza.