È stata dichiarata come partita "Ad alto rischio" la terza sfida in meno di tre settimane tra Espanyol e Barcellona, e non solo per l'eterna rivalità che divide le due squadre della città Condal. Gli strascichi dei due derby giocati in Coppa del Re, che ha visto, nel computo del doppio confronto, vittorioso il Barcellona, non sono stati dimenticati, né da parte dei tifosi dell'Espanyol, né di quelli dei blaugrana.

'ESPANYOL DI CORNELLÀ' - Sembra proprio che in questi giorni la polizia di Barcellona sia costretta a fare gli straordinari. Prima i disordini di fronte al parlamento di questi ultimi difficili giorni per la politica catalana; ora il derby che vedrà schierati 140 agenti antisommossa e 30 camionette della polizia, oltre al normale numero di guardie di sicurezza che sempre vigilano le partite della Liga. A esacerbare gli animi dei tifosi di casa, oltre ai disordini scoppiati nel corso della gara di ritorno di coppa al Camp Nou, le polemiche dichiarazioni di Gerard Piqué: "L'Espanyol di Cornellà ha avuto il suo giorno di gloria". Così il difensore del Barcellona apostrofava l'altra squadra della capitale catalana, dopo l'eliminazione della squadra perica. Per chi non conosce Barcellona e zone limitrofe, Cornellà è un comune della periferia della città (sarebbe come se un giocatore del Milan dicesse "L'Inter di Monza" o uno della Roma "La Lazio di Ladispoli"). La frase ha fatto indignare tanto l'Espanyol quanto il comune di Cornellà, il primo ha chiesto un'investigazione della commissione ai danni di Piquè; il secondo ha presentato una lamentela ufficiale.

UNICA SCONFITTA - Entrambe le società, e i tecnici delle due squadre, hanno puntato sulla distensione, cercando di stemperare la tensione e facendo leva sulla correttezza e il rispetto proprio delle due tifoserie (correttezza e rispetto che, a dirla tutta, hanno lasciato un po' a desiderare nel doppio derby di Coppa). In ogni caso, la speranza è che la partita vera non si giochi sugli spalti bensì sul campo, e qui gli argomenti non mancano per entrambe le squadre. Tolte le due partite di Supercoppa di Spagna perse contro il Real, in questa stagione l'Espanyol è l'unica squadra che ha saputo battere il Barcellona di Valverde, e l'unica squadra spagnola a non aver subito gol in un match contro i blaugrana (le altre, non spagnole, appunto, sono state l'Olympiacos e la Juventus). Non ci sono dubbi che la squadra di Quique Sanchez Flores cercherà di essere la squadra che tolga il numero zero dalla casella delle sconfitte del Barça in campionato, anche perché sono più di dieci anni che in Liga l'Espanyol non riesce a battere gli "odiati" cugini.

IL BARCELLONA DEGLI ADDII - Il Barcellona, naturalmente, scenderà in campo per ribadire la supremazia cittadina, anche se dovrà farlo dopo aver detto addio a giocatori che a inizio stagione potevano sembrare importanti se non fondamentali. In quest'ultimo mercato d'inverno hanno lasciato il Joan Gamper Mascherano, Arda Turan, Deulofeu e il neo interista Rafinha (all'Espanyol dalla Fiorentina è arrivato Carlos Sanchez che probabilmente sarà in campo), giocatori di talento che non hanno trovato spazio negli schemi di Valverde. Certo, per il momento il Barça di Messi e Luis Suarez sembra una macchina da gol perfettamente oliata, ma se qualcosa dovesse cominciare a incrinarsi Valverde potrebbe trovarsi a corto di risorse. Domenica l'Espanyol potrebbe essere la squadra in grado di mettere a nudo i problemi di una squadra che sembra non avere difetti. Questo e quello che sono pronti a scommettere i tifosi perici, sperando che domenica pomeriggio a Cornellà si possa parlare solo di calcio giocato.