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Nel primo articolo di questa serie è stata presa una posizione netta. Si è detto che, a proposito delle chiacchierate plusvalenze realizzate dall'Inter entro lo scorso 30 giugno grazie alla cessione dei Primavera, non sarebbe stato possibile dare un giudizio. Prematuro affermare se esse siano giustificabili o eccessive, perché bisogna dare a questi giovani e ai club che li hanno tesserati un lasso minimo di tempo per dimostrare la legittimità delle cifre impegnate. Abbiamo anche sottolineato che, per la gran parte, le cifre di cui si parla sono non ufficiali. E dunque non è corretto affidarsi a dati imprecisi.

Ma in quell'articolo abbiamo anche detto dell'altro. È stato sottolineato infatti che per l'Inter la corsa alle plusvalenze d'inizio estate non è una novità di giugno 2018. Un rush analogo si era registrato in vista della chiusura di bilancio al 30 giugno 2017. Cioè un anno fa. Un lasso di tempo sufficiente per dare un giudizio sulle plusvalenze analoghe realizzate un anno fa. E per ragionare su dati certificati, non su speculazioni giornalistiche. Ebbene, quel giudizio è di grande perplessità. Perché ai calciatori scambiati un anno fa sono state date valutazioni estremamente generose, cui non è corrisposta adeguata espressione di valore tecnico.

Di plus in plus – Il bilancio della società nerazzurra chiuso il 30 giugno 2017 segna un balzo in avanti di oltre 10 milioni alla voce “Plusvalenze diritti prestazione calciatori”: da 34,093 milioni di euro del 2016 ai 44,502 milioni di euro dell'esercizio in questione. Si tratta di una cifra cui si arriva sommando le utilità di una serie di trasferimenti sui quali molto si è commentato. E in questo senso il più chiacchierato è stato quello di Gianluca Caprari alla Sampdoria, che si è intrecciato col percorso inverso di Milan Skriniar in nerazzurro. Francamente, non ci pare il caso più eclatante. A Caprari è stata assegnata una valutazione di 15 milioni di euro, con plusvalenza che tocca i 9,334 milioni. Molto alta in partenza, ma poi in buona parte giustificata dalla stagione che Caprari ha disputato con la Samp. Forse 12 milioni sarebbero stati sufficienti, ma se lo scarto è questo non ci pare vi sia da alimentare particolari polemiche. Stesso discorso vale per i calciatori già adulti e esperti che hanno permesso di realizzare plusvalenze di varie entità nel bilancio chiuso il 30 giugno 2017. Si tratta di Juan Jesus, ceduto alla Roma per 8 milioni di euro con plusvalenza da 6,8 milioni; di Ever Banega, ceduto al Siviglia per 7,7 milioni con plusvalenza da 3,892 milioni; di Diego Laxalt, ceduto al solito Genoa per 5,8 milioni di euro con plusvalenza di 4,337 milioni; di Daniel Bessa, ceduto all'Hellas Verona per 1,2 milioni di euro con plusvalenza da 1,158 milioni; e di Cristiano Biraghi, ceduto al Pescara per 5,4 milioni di euro con plusvalenza da 4,515 milioni.

Di ben diverso tipo sono i movimenti in uscita dei giovani calciatori provenienti dalla Primavera nerazzurra, o già mandati in prestito presso altri club, e che una volta ceduti hanno generato corpose plusvalenze. A partire dal caso di Fabio Eguelfi, esterno di difesa classe 1995 reduce da una stagione in B con la Pro Vercelli, dopo essere stato in Lega Pro col Prato nel campionato 2015-16. Un giovane e onesto mestierante del pallone che però si vede attribuire una valutazione da 6 milioni di euro. A concederla è l'Atalanta, che pochi mesi prima ha piazzato Roberto Gagliardini all'Inter e adesso non si tira indietro se c'è da permettere all'altra società nerazzurra una rilevante plusvalenza. Lo schema è il medesimo di quest'anno, con la girandola Bastoni-Carraro-Bettella. Nel caso di Eguelfi, la plusvalenza è di 4,811 milioni di euro. Fra l'altro Eguelfi viene immediatamente girato dall'Atalanta al Cesena, dove gioca poco nel torneo di B 2017-18 anche a causa di un infortunio. Giusto ieri il ragazzo è stato piazzato in prestito al Pescara, come parte di uno stock di giocatori che comprende anche Monachello, Capone e Melegoni. I famosi prestiti in serie dell'Atalanta, di cui ci si occuperà nelle prossime settimane. Ribadiamo: questo calciatore è stato valutato 6 milioni di euro e ha fruttato all'Inter una plusvalenza prossima ai 5 milioni di euro.

Altro giovane calciatore sul quale l'Inter ha realizzato una forte plusvalenza è Senna Miangue, classe 1997, anche lui esterno di difesa, in possesso di doppio passaporto belga e congolese. A giugno di un anno fa Miangue viene ceduto in via definitiva al Cagliari, dove si trova già in prestito da gennaio. Il prezzo di cessione è stato di 3,2 milioni di euro, la plusvalenza di 2,818 milioni. Anche per lui sarebbe stato firmato un accordo di recompra. Miangue gioca poco come Eguelfi, e in modo parecchio irregolare, nel campionato 2017-18. Poi nelle scorse settimane il Cagliari lo cede in prestito allo Standard Liegi. Anche qui tocca ribadire: Miangue è stato valutato dal Cagliari 3,2 milioni di euro e ha fruttato all'Inter una plusvalenza da oltre 2,8 milioni.

Ma i casi più interessanti sono quelli di Federico Dimarco e Andrew Gravillon. Dimarco è un altro esterno sinistro di difesa, classe 1997. Ha alle spalle mezza stagione in B (il girone di ritorno 2015-16 con l'Ascoli) e un campionato di A con 13 presenze a Empoli nel 2016-17. A giugno dello scorso anno l'Inter lo cede agli svizzeri del Sion per 3,910 milioni, e realizza così una plusvalenza da 3,278 milioni. Al Sion il ragazzo gioca poco, anche a causa di un infortunio. Il suo trasferimento è legato a un accordo di recompra, che il club nerazzurro esercita entro il termine fissato di maggio 2018. Quanto costa all'Inter riprendere Dimarco? Per rispondere all'interrogativo siamo costretti a tornare nel territorio delle cifre non ufficiali. Che però circolano con insistenza, non sono state smentite e parlano di ben 7 milioni di euro. Uno dei nostri insider di riferimento ci ha dato un'interpretazione molto acuta: “È come se il Sion avesse prestato 4 milioni di euro all'Inter, per vedersene restituire 7 un anno dopo”. Come se. E questi sì che sono Capolavori. Adesso Dimarco è in parcheggio al Parma. Altro Capolavoro è quello realizzato con Andrew Gravillon, difensore francese originario della Guadalupa, classe 1998. A giugno 2017 non ha mai messo piede in serie A, eppure il Benevento lo paga 4 milioni di euro all'Inter consentendo al club nerazzurro di realizzare una plusvalenza da 3,338 milioni. E a proposito del costo ufficiale di Gravillon, esso ci torna utile per far notare quale possa essere lo scarto fra e cifre reali e certificate dai documenti e quelle che circolano negli articoli di stampa in cui si parla di calciomercato. Gli articoli che venivano pubblicati nei giorni in cui l'affare andava a conclusione parlano di 1,5 milioni per il trasferimento del francese al Benevento. Giusto per far capire il motivo delle nostre cautele, nel trattare le cifre dei trasferimenti e delle  plusvalenze di giugno 2018. La vicenda di Gravillon è la più curiosa fra tutte. Col Benevento il ragazzo gioca soltanto due spezzoni di partita, poi a gennaio scorso la società giallorossa lo cede al Pescara per una cifra che le fonti di stampa fissano a 3,5 milioni. Gravillon è ancora in forza alla società abruzzese, dove ritrova Eguelfi e gli altri tre della banda atalantina. Gira e rigira, i club sono sempre quelli. Chi conosce i dettagli del trasferimento di Gravillon a gennaio 2018, assicura che comunque il Benevento realizzi una plusvalenza. Dal Pescara, a gennaio 2018, l'Inter ha preso un giovane difensore classe 2000: Davide Zugaro De Matteis. Costato quanto? Una cifra ci è stata riferita, ma ancora una volta preferiamo aspettare la pubblicazione del bilancio al 30 giugno 2018 per vedere se vi sia una corrispondenza fra dati ufficiosi e dati ufficiali.

@Pippoevai