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Hanno provato ad abbatterlo, a farlo fuori: basta con quei modi un po’ così, con la sua voglia di decidere tutto, con quegli atteggiamenti sempre ai confini tra l’esuberante e l’arrogante. E per un po’ sono anche riusciti a metterlo all’angolo, o comunque in un angolo, complici i suoi scivoloni etici e comportamentali. Ma Lotito non molla e ora è tornato a essere il punto di riferimento del calcio italiano. Un bene? Un male? Più il secondo del primo, probabilmente. Il dato di fatto, però, è che lui incide e decide più di tutti. Anche della Juve, anche dell’Inter. E anche della Juve e dell’Inter messe assieme.

L’ultima vittoria di Lotito è stata l’elezione di Dal Pino alla presidenza della Lega. L’opposizione era guidata, appunto, da Agnelli e Marotta, che in questa battaglia sono alleati; il Milan si è astenuto. Risultato? Facile: 12 a 7 per lui. Perché i voti, come ama ricordare, «si contano e non si pesano». E quindi il Genoa e il Brescia, suoi alleati, valgono quanto la Juve e l’Inter. Ma sono di più...

Il colpo Dal Pino è l’ultimo della nuova era Lotito, l’uomo che aveva sposato e portato alla guida della Federcalcio il famigerato Tavecchio e che girava per il ritiro della nazionale con la tuta azzurra addosso, scatenando sorrisi o indignazione. Che fosse tornato in auge lo si è notato dall’offensiva che ha scatenato ai vertici del calcio negli ultimi mesi. Ha ispirato il presidente federale Gravina a mettere pressione alla Lega per l’elezione immediata del nuovo presidente, quindi stranamente lo stesso Gravina ha scelto un uomo di Lotito, Mario Cicala, come commissario ad acta, senza sapere che aveva un ruolo all’interno della Lazio (guarda un po’). E in Lega, pur di far passare la sua linea, non si è tirato indietro in alcuna discussone, nemmeno in quella che ha rischiato di finire in rissa.

Lotito è il vecchio che avanza, anzi che ritorna. Nessuno riesce ad arginarlo, il suo potere continua a crescere. E ora che può farsi forte anche dei risultati della Lazio - quelli sì davvero straordinari - si sente il padrone del nostro calcio. E lo è.

@steagresti