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Il conto alla rovescia procede inesorabile. Domenica 10 giugno, ore 18, Danzica, in tribuna anche Giogio Napolitano: contro la Spagna campione d'Europa e del mondo in carica, capiremo subito se l'Italia s'è desta dopo essere stata presa a legnate venerdì scorso dalla Russia, nel primo e unico test amichevole pre-Europeo. Il terzo in otto mesi durante i quali la Nazionale non ha potuto sostenere nemmeno lo straccio di uno stage per colpa del calendario disorganizzato dalla Lega e dell'egoismo dei club. 

Ecco, in attesa di sapere come andrà a finire in Polonia e Ucraina e ribadendo la massima fiducia in Prandelli, soprattutto adesso che tropi gufi volteggiano sulla sua panchina, ci sono alcune cose da dire prima. Destinatari ol signor Maurizio Beretta, presidente dimissionario della Lega dal marzo 2011 e prorogato sino al prossimo 30 giugno, record mondiale e della Via Lattea; le società che il medesimo Beretta presiede e che hanno sistematicamente danneggiato, ostacolato, ritardatoil lavoro del ct, fregandose della Nazionale; la Federcalcio che non ha mai saputo imporre il rispetto degli interessi della Nazionale e, al massimo ha belato quando avrebbe dovuto ruggire.  

Sapete per quanto tempo prima degli Europei il commissario tecnico ha potuto allenare tutti, dicansi tutti, i convocati? Cinque giorni.

Sapete quanto tempo è trascorso dal test genovese con gli Usa all'amichevole con i Russi? Tre mesi e un giorno.

Sapete qual è la media di amichevoli prima dell'Europeo giocata dalle altre quattordici squadre finaliste? Tre. 

Sapete qual è stata l'unica altra formazione ad avere disputato soltanto tre gare di preparazione in 8 mesi ad Euro 2012? La Repubblica Ceca. Che cosa ha fatto contro la modesta Ungheria? Ha perso.

Sapete quanti giorni ebbe a disposizione Sacchi nel '94 per prepararsi al mondiae americano? Quaranta, durante i quali gli azzurri disputarono tre partite. 

Anche un allenatore di Terza Categoria sa che se non si giocano gare vere, ci si può allenare quanto si vuole, ma non è mai la stessa cosa. Figurarsi la Nazionale , per radunare la quale, Prandelli aveva ripetutamente chiesto addirittura gli stages di reparto, onde non disturbare troppo le società. Niente da fare.

Il calendario era troppo intasato: prima la farsa dello sciopero che ha fatto saltare il turno iniziale, ovviamente recuperato il 21 dicembre, con il susseguente inizio della serie A nel secondo week end di settembre; poi il rinvio per neve del turno infrasettimanale notturno fissato dagli scienziati di via Rosellini  il 31 gennaio e l'1 febbraio; quindi l'accavallamento delle date del campionato con la Coppa Italia e le Coppe Europee.  Per non dire della tragedia di Morosini che ha visto alcuni dirigenti litigare in Lega sulla data del recupero della giornata, annullata in segno di lutto.

Prandelli è chiamato a resuscitare una Nazionale irriconoscibile a Zurigo, dopo due anni durante i quali non ha mai perso una partita ufficiale. Augurandogli /augurandoci che ci riesca, nel frattempo sappiamo già chi ringraziare. Quelli che, in caso di resurrezione, sgomiteranno in prima fila  per mettere il faccione in tv. E, invece, dovrebbero andare a nascondersi.

 

Xavier Jacobelli

Direttore Editoriale www.calciomercato.com