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"Ha già ricevuto un’offerta che lo pone tra i 20 più pagati in Europa ed è un'ottima base, l'offerta sa di averla, aspettiamo serenamente una risposta", così parlava il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, nel dicembre del 2020 in merito alla situazione di Paulo Dybala e il rinnovo di contratto. Sembra passata una vita - e in effetti, calcisticamente parlando - è passata un'eternità. Adesso, il fantasista argentino, dopo essere stato messo alla porta dalla Juve, potrebbe trovarsi il primo luglio senza un contratto e senza squadra. Dybala un club in cui giocare lo troverà, con l'Inter che rimane in pole position rispetto alle altre, ma questa situazione è l'emblema di due anni non facili per l'ex numero 10 bianconero, tormentati da troppi infortuni e anche un agente, Jorge Antun, che non sempre con le sue richieste ha agevolato le trattative, prima con la Juve e adesso con i nerazzurri. 

LA TAPPE CHE HANNO PORTATO ALL'ADDIO - Da quel discorso di Agnelli è passato un anno e mezzo. In questo tempo, sono cambiate diverse cose, come gran parte della dirigenza juventina, che dopo mesi di silenzi della precedente gestione, aveva riaperto il dialogo con l'entourage di Dybala per il rinnovo del contratto, che scadrà ufficialmente tra 5 giorni. Era ottobre e tutto sembrava portare al prolungamento della sua avventura a Torino; contratto da 8 milioni più bonus e "solo" la firma da mettere. In realtà, c'era anche un altro problema, ovvero l'impossibilità di Antun di concludere la trattativa in quanto non ancora iscritto all'albo dei procuratori. Questo uno dei motivi per cui l'accordo venne rimandato. L'abilitazione come agente riconosciuto dal CONI fu ottenuta dal 66enne di Cordoba solamente a fine gennaio, poco dopo che ci fu la prima e forse decisiva rottura tra Maurizio Arrivabene e Dybala. "L'attaccamento alla maglia di alcuni giocatori è in forma leggermente minore rispetto all’attaccamento che hanno per i propri procuratori", queste le parole dell'amministratore delegato della Juve. Affermazioni evidentemente rivolte anche se non soprattutto all'argentino, molto legato ad Antun, amico di famiglia da tanti anni. Ecco allora che quello slittamento autunnale, diventò sempre più un mistero fino a marzo, quando sempre attraverso le parole dell'ex team principal della Ferrari, arrivò la comunicazione che la storia tra Dybala e la Juve era finita. 
LA TRATTATIVA CON L'INTER - Beppe Marotta, ad dei nerazzurri, ha sempre mantenuto un rapporto diretto con Dybala dopo i tanti anni passati insieme a Torino. Fin da subito e più di tutti si è interessato al giocatore, attraverso chiacchierate e telefonate che hanno portato poi all'incontro dell'8 giugno con la famosa "passerella" di Antun prima di entrare nella sede nerazzurra. 5 milioni più bonus per quattro anni, questa l'offerta presentata dal club, decisamente inferiore a quella proposta dalla Juve qualche mese prima e distante - ma non troppo - dai 7 milioni chiesti dall'entourage di Dybala. Incontro in cui c'erano stati anche attimi di tensione dopo le richieste iniziali di Antun. Nessun aggiornamento dal quel giorno e nessun passo in avanti; l'arrivo di Romelu Lukaku e la mancanza di uscite nel reparto offensivo hanno di fatto allungato, almeno momentaneamente i tempi per un suo arrivo. Non solo, anche si liberasse spazio in attacco e si trovasse la quadra sull'ingaggio, per portare a conclusione l'arrivo del 29enne a Milano, Antun dovrà abbassare le sue richieste personali, sia per quanto riguarda il bonus alla firma sia sulle commissioni. Dybala è di fronte a un bivio decisivo della sua carriera con la speranza che il suo amico e agente non sia nuovamente un ostacolo.