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I primi al mondo sia nel ranking Fifa che nella corruzione. È una ben strana sorte quella che tocca al calcio belga, un movimento che produce una straordinaria quantità di talenti di rango internazionale ma al tempo stesso sprofonda continuamente nel fango degli scandali. Una Calciopoli infinita che ha trovato il culmine nel dossier denominato Footbelgate, aperto ufficialmente a ottobre 2018 con coinvolgimento di una vasta platea di soggetti: presidenti e dirigenti di club, allenatori, arbitri, agenti, persino un futuro presidente federale. Una valanga di indagati sottoposti a una lunga indagine che sul finire della scorsa settimana è giunta a un primo esito: la richiesta di 57 rinvii a giudizio, riguardanti persone fisiche e giuridiche. Che sono parte più che cospicua dei 73 soggetti indagati. E la lista dei nomi dà idea di quale sia la promiscuità in cui il calcio belga vive come si trattasse di condizione normale.

Il caso eclatante riguarda i fratelli franco-iraniani Mehdi e Mogi Bayat. Il primo è stato presidente dello Charleroi (adesso ne è amministratore delegato), club che fa parte della tradizione di famiglia poiché uno dei suoi ex presidenti è lo zio Abbas Bayat. Soprattutto, Mehdi Bayat è stato presidente della federcalcio belga tra giugno 2019 e ottobre 2021. Le sue dimissioni dal vertice del calcio belga sarebbero giunte soltanto dietro le (insistite) pressioni provenienti dall'interno dell'organizzazione, dopo che si erano diffuse le anticipazioni sul suo possibile rinvio a giudizio. Ma a destare maggior stupore è che Mehdi Bayat sia stato eletto al vertice della federcalcio dopo l'esplosione dello scandalo. E se si parla di Mehdi il discorso punta immediatamente sul fratello Mogi, che fino al momento in cui lo scandalo è stato reso pubblico veniva indicato come il più potente fra gli agenti belgi nonché intermediario di riferimento per lo Charleroi del fratello. Nel giorno in cui il Footbelgate è esploso (10 ottobre 2018) Mogi Bayat è stato arrestato. La sua scarcerazione è avvenuta a fine novembre 2018 dopo 48 giorni di detenzione e dietro pagamento di una cauzione da 150mila euro. Ma tutto ciò non ha impedito che 7 mesi dopo il fratello Mehdi venisse eletto presidente federale.
La vicenda dei fratelli Bayat è esemplare di quale sia il grado di vigilanza etica nel calcio belga. Che infatti si trova a affrontare una vicenda di proporzioni enormi, nella quale circolano accuse di associazione a delinquere, falso, corruzione, match fixing. Con un agente serbo radicato in Belgio, Dejan Veljkovic, che si è convertito al ruolo di pentito e adesso collabora coi magistrati. Si tratta del primo pentito nella storia giudiziaria belga. E il fatto che a esprimerlo sia il mondo del calcio è massimamente indicativo.

@pippoevai