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Il giudice sportivo ha inflitto tre giornate di squalifica ciascuno ad Aleandro Rosi della Roma e a Ezequiel Lavezzi del Napoli con la prova tv.

Secondo il giudice sportivo, le immagini televisive documentano che Rosi "da una distanza di circa un metro, con palese gestualità, indirizzava uno sputo a Lavezzi, che veniva immediatamente ricambiato". Questo "duplice biasimevole gesto" non è stato visto dall'arbitro che, contattato dal giudice, ha spiegato che "le ammonizioni fatte ai calciatori Rosi e Lavezzi si riferiscono a delle spinte reciproche".

Il giudice ha poi spiegato che dalle immagini non si capisce "con assoluta certezza in che misura ed in quale zona del corpo (presumibilmente il collo di Lavezzi ed il volto di Rosi) gli sputi abbiano effettivamente colpito il loro rispettivo destinatario, ma tale circostanza è ininfluente ai fini della valutazione disciplinare".

"Infatti - prosegue il giudice -, per costante orientamento interpretativo degli Organi di giustizia sportiva, lo sputo deve considerarsi a tutti gli effetti una 'condotta violentà, i cui estremi possono essere integrati anche se il deprecabile intento non abbia raggiunto l'obiettivo".