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I Mondiali di Qatar 2022 si stanno confermando un'esperimento unico nel suo genere. Non solo per gli stadi "smontabili" che saranno smistati a fine manifestazione, non solo per il piazzamento temporale fra novembre e dicembre in mezzo ai campionati ma, anche e soprattutto, per la scelta dettata dal capo degli arbitri, Pierluigi Collina, di recuperare praticamente al secondo tutto il tempo perso. E così è diventata la normalità vedere sfide che, invece dei canonici 90 minuti, arrivano a sfiorare i 120 minuti. Una rivoluzione quella dei minuti di recupero che ci avvicina al tempo effettivo e che presto potrebbe essere sperimentato anche nei campionati.

ARRIVA IN SERIE A - Fra i primi campionati pronti a recepire questa novità, ad esempio, c'è la Serie A che, già da gennaio, potrebbe variare il proprio modus operandi. Il caos attorno al mondo arbitrale, riporta la Gazzetta dello Sport, consente terreno fertile per l'introduzione di nuove possibilità e così anche da parte del designatore Rocchi arriverà l'indicazione agli arbitri italiani di seguire lo stesso protocollo Mondiale.
TEMPO EFFETTIVO? NON PROPRIO - I maxi-recuperi, quindi potrebbero diventare presto una realtà conclamata, ma portano davvero un beneficio a livello di gioco e del tanto chiacchierato tempo effettivo? Tuttosport in realtà riporta un dato che va in controtendenza: rispetto ai Mondiali di Russia 2018, i primi in cui fu introdotto il Var il tempo effettivo medio giocato non è cambiato. Nel 2018 le partite sono durate in media 97 minuti per circa 55 minuti di tempo effettivo. In questi Mondiali, invece, le gara sono durate finora in media 106 minuti, ma il tempo effettivo calcolato è rimasto di circa 55 minuti.