7
L'esimio dottor Luigi De Siervo annuncia querela. Sostiene che la pubblicazione dell'audio in cui lo si sente esprimersi a proposito di cori razzisti e microfoni da direzionare sarebbe parziale nonché lesiva della sua immagine. Sicché l'amministratore delegato della Lega di Serie A avrebbe già dato mandato di promuovere azione legale nei confronti di La Repubblica, che sul sito web ha pubblicato il documento. Ha diritto e facoltà di farlo, se davvero ritiene di sentirsi leso nell'onorabilità. Nell'eventualità, sarà un giudice a stabilire se vi sia stato abuso o se viceversa si sia trattato di pubblicazione di un reperto di interesse pubblico. Per quanto ci riguarda, dubbi non ne abbiamo: l'interesse pubblico di quel materiale è indiscutibile. Ma si tratta di un'opinione e come tale va presa.

Piuttosto, troviamo ci sia un altro aspetto della vicenda da prendere in urgente considerazione. Anche da parte dell'esimio dottor Luigi De Siervo, che cerca nemici esterni (i soliti, maledetti giornalisti) ma sa benissimo che il vero nemico ce l'ha in casa. Come del resto ha detto egli stesso, parlando di qualcuno che “all'interno di quella stanza ha fatto il passo più lungo della gamba”. Appunto. La “stanza” di cui parla l'amministratore delegato della Lega è quella in cui si è svolta la seduta del Consiglio di Lega datata 23 settembre 2019. Non dovevano essere in tanti a popolarla. Sicché il vero interrogativo che De Siervo dovrebbe affrontare è: chi è stato a registrare l'audio per darlo poi a un giornalista di Repubblica? Tanto più che non è nemmeno la prima volta. Un altro audio, dalle implicazioni e conseguenze ben più gravi, è quello che giusto due settimane fa è stato pubblicato dal sito Business Insider. Si riferiva all'assemblea di Lega del 18 marzo 2018. Quella in cui, sotto la gestione commissariale del presidente del Coni, Giovanni Malagò, venne eletto alla presidenza Gaetano Micciché. Un atto elettorale parecchio sospetto da subito, e che dalla pubblicazione di quell'audio è stato delegittimato in via definitiva, con tanto di dimissioni di Micciché e apertura di un'inchiesta della Procura Federale. Anche in quella circostanza qualcuno si è divertito a registrare l'audio della seduta per poi fornirlo a una testata d'informazione.

Sarà la stessa manina a avere passato le due registrazioni, o si tratterà di manine diverse? È un interrogativo la cui soluzione poco sposta. Perché il dato davvero rilevante è che la Lega di Serie A si è trasformata in un nido di vipere. Un'allegra brigata in cui i peggiori colpi bassi sono ammessi, formata da capitani di un'industria pallonara prossima al collasso ma sempre pronti a stringersi la mano mentre con l'altra nascondono il coltello dietro la schiena. In questo senso, la missione di De Siervo può considerarsi già fallita. Se il suo compito principale era quello di dare unità al team dei presidenti, ecco servito il risultato. Ne prenda atto e si faccia da parte. Ché tanto, con o senza di lui, la cosiddetta Confindustria del Calcio è destinata all'auto-distruzione.

@pippoevai