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Santander non San Siro. E’ lui l’uomo che affonda l’Inter, mai così fischiata nel proprio stadio, regalando la prima gioia a Mihajlovic e al suo nuovo Bologna che non vinceva dal 30 settembre. Ma al di là del meritato successo dei rossoblù, colpisce ancora una volta la preoccupante involuzione della squadra di Spalletti, perché se tre indizi costituiscono una prova, sorvolando sulla eliminazione in coppa Italia, questa Inter non merita né il terzo posto, né tantomeno il quarto per rientrare in Champions.

SENZA GOL - Non può essere un caso, infatti, se nelle prime tre partite del girone di ritorno i nerazzurri hanno ottenuto soltanto un punto, contro il Sassuolo in casa, perdendo poi contro il Torino fuori e il Bologna di nuovo in casa. Con l’aggravante di non avere segnato nemmeno un gol in tre partite, che diventano esattamente il doppio per il digiuno di Icardi, uomo simbolo di una gravissima crisi tecnica e ambientale, esportata anche in Oriente, visto che i cognomi dei giocatori erano scritti in caratteri cinesi.   


FISCHI - Dopo tre partite, San Siro riapre tutti i settori ai tifosi dell’Inter, ma la porta del gol rimane ancora chiusa per Icardi. Dopo appena 52 secondi, infatti, il centravanti calcia incredibilmente fuori un pallone regalatogli da uno sciagurato retropassaggio di Poli. Potrebbe essere il gol che spiana la strada ai nerazzurri e invece è l’inizio di una serie di errori anche in difesa, dove la coppia centrale De Vrij-Skriniar concede spazi pericolosi agli attaccanti del Bologna. Orsolini è il primo che potrebbe approfittarne, ma la sua conclusione viene deviata dal solito grande Handanovic. Poi ci riprovano lo stesso Orsolini e Santander, più incisivi di Palacio, che però non trovano la porta e così i tifosi incominciano a fischiare la squadra di Spalletti. Senza lo squalificato Politano e gli infortunati Borja Valero, Vrsaliko e Keita, si rivedono dall’inizio Candreva a destra, Nainggolan al centro e soprattutto Perisic a sinistra, alle spalle di Icardi. La novità assoluta, però, è il debutto in campionato del nuovo acquisto Cedric, in linea con i due centrali e il rilanciato Dalbert a sinistra, con la coppia Vecino-Brozovic in mezzo al campo a completare il 4-2-3-1. 

IL BOLOGNA DI MIHA - Appena arrivato sulla panchina lasciata dall’ex milanista Inzaghi, l’ex interista Mihajlovic in pochi giorni sembra avere già trasformato, soprattutto a livello mentale, il Bologna che gioca senza alcun calcolo, mostrando grande coraggio. Il nuovo acquisto Soriano, Pulgar e Mbaye fanno un gran lavoro in mezzo al campo e così Santander ha una nuova occasione per segnare, negatagli ancora da Handanovic, già migliore dell’Inter dopo meno di mezz’ora. Neppure lui, però, riesce a deviare il colpo di testa ancora di Santander, che al 33’ sfrutta nel modo migliore un angolo da sinistra battuto da Pulgar. Colpita dal Bologna e affondata psicologicamente dai suoi tifosi, l’Inter fatica a reagire. Vecino, in corsa, calcia sopra la traversa, poi Icardi riesce a fare ancora peggio, perché al momento del tiro perde l’attimo, anticipato da Skorupski in uscita, e così in tutto il primo tempo l’Inter non inquadra mai la porta avversaria, meritandosi i nuovi e ancora più sonori fischi dei suoi tifosi.

CHANCE LAUTARO - Come fa spesso, quando la squadra è in difficoltà, Spalletti dopo l’intervallo inserisce Lautaro Martinez al posto di Candreva, per rendere più pericolosa la manovra offensiva, troppo dipendente da Icardi. Mihajlovic, invece, aspetta 4’ per togliere l’ultimo arrivato Lyanco, rilevato da Gonzalez che va ad affiancare Danilo al centro della difesa. Al di là del cambio a livello tattico, l’Inter appare più aggressiva. Lautaro costringe al fallo da ammonizione Danilo, poi però sbaglia il colpo di testa da pochi passi. E allora Spalletti si gioca la carta Joao Mario, togliendo il deludente e fischiatissimo Nainggolan. Grandi applausi, invece, all’ex Palacio quando viene rilevato da Krejci e anche a Ranocchia inserito al posto di Cedric, ma in attacco, per sfruttare il suo colpo di testa nell’area avversaria. E’ l’ennesimo cambio tattico di Spalletti che però rischia di creare ulteriore confusione in una squadra in evidente crisi d’identità. In situazioni del genere conta più la rabbia degli equilibri e non a caso il centravanti d’emergenza Ranocchia si inventa una girata da attaccante che esalta i riflessi di Skorupski. Ma è tutto inutile, perché il punteggio non cambia più. Come la classifica dell’Inter.



IL TABELLINO 

Inter-Bologna: 0-1


Marcatori: Santander

Assist: Pulgar

Inter: Handanovic; Cedric Soares (dal 33’ s.t. Ranocchia), de Vrij, Skriniar, Dalbert; Brozovic, Vecino; Candreva (dal 1’ s.t. Lautaro Martinez), Nainggolan (dal 23’ s.t. Joao Mario), Perisic; Icardi.

Bologna: Skorupski; Mbaye, Danilo, Lyanco (dal 4’ s.t. Gonzalez), Dijks; Soriano, Pulgar, Poli; Palacio (dal 24’ s.t. Krejci), Santander (dal 42’ s.t. Destro), Orsolini.

Ammoniti: Mbaye (B), Vecino (I), Danilo (B)

Espulsi:

Arbitro: Fabrizio Pasqua (della Sezione di Tivoli)