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Ieri sera in una chat Whatsapp di tifosi portoghesi girava un meme. È costruito sulla foto ormai iconica di Roger Federer e Rafa Nadal che dopo la gara della Laver Cup se ne stanno seduti accanto e si tengono la mano, commossi. Sull'immagine sono stati montati i volti di Cristiano Ronaldo e del CT portoghese Fernando Santos. Un modo esilarante per accomunare coloro che passano come i due grandi sconfitti della gara che ieri sera ha visto il Portogallo perdere in casa contro la Spagna, con eliminazione dalla Final Four di Nations League. Ma a noi pare che questa sorte non sia esattamente da condividere. E che anzi, a suo modo, dopo ieri sera il commissario tecnico della nazionale si sia sgravato del peso più ingombrante: che è proprio la gestione di CR7. Lo ha fatto tenendolo in campo per tutta la gara, ciò che dagli analisti gli viene rimproverato come un segno di conservatorismo e testardaggine. E invece potrebbe essere stata la premessa per andare avanti in modo definitivo.




Meglio fosse rimasto in panchina – Come Calciomercato.com ha raccontato due giorni fa, i media portoghesi avevano già dato un segnale di sfiducia verso CR7. Che certamente è e rimarrà il più grande calciatore della storia portoghese. Ma che adesso vive una fase di declino evidente, pure accelerato. Perché il declino arriva proprio così: è dapprima una traiettoria lenta, ma poi giunge uno scarto improvviso che mette il singolo calciatore davanti alla mutata realtà. Ciò che prima veniva fatto con naturalezza diventa faticoso e sempre più difficile da realizzare. E se sei un fuoriclasse che continua a portarsi in giro quell'etichetta, non può bastarti nemmeno fare le cose normali, perché la gente del calcio si aspetterà da te sempre molto più del normale e quella è la condanna che accelera la fine della tua carriera. Per CR7 questo scarto è arrivato nella stagione in corso, giusto in queste settimane. I titoli che i giornali portoghesi mandavano in edicola lo scorso lunedì riflettevano esattamente questo stato delle cose e lo facevano a partire dalla poverissima prestazione esibita da CR7 nella gara vinta 4-0 contro la Repubblica Ceca. E l'argomento di fondo è impietoso: il calcio portoghese non ha mai avuto tanti talento a disposizione, non può mica permettersi di sprecare un'occasione storica per insistere a mandare in campo il suo totem ormai in declino. Per questo veniva suggerito di tenere CR7 in panchina e guardare avanti. E invece Fernando Santos lo ha voluto in campo dall'inizio. Con esiti disastrosi, ma non per lo stesso CT.
Da adesso si fa sul serio – L'immagine impietosa è stato quel recupero di Gayà quando l'uomo di Madeira era lanciato verso la porta senza avversari davanti. La differenza di velocità è stata umiliante. E il gesto di CR7, che ha fatto segno a un compagno di non averlo avvisato dell'incombere dell'avversario, è stato anche abbastanza patetico. Sei solo in area a dieci metri dalla porta, crederai mica che non ti piombi addosso un difensore in recupero? Se si deve cercare l'immagine che certifica il declino, eccola qui. Ma a certificarlo è stata soprattutto la scelta di Fernando Santos di lasciarlo in campo fino al termine, nonostante uno stato di forma e una prestazione scadenti. Nel frattempo, calciatori nettamente più in forma venivano sostituiti o tenuti in panchina. Impressione nostra: il CT ha voluto rendere chiaro a tutti, soprattutto a CR7, che non è proprio più il caso di insistere. Questo Cristiano Ronaldo non può essere titolare ai mondiali in una nazionale ambiziosa come questo Portogallo. E poiché serviva convincere anche coloro per cui un mito del calcio come CR7 dovrebbe avere il posto in squadra quasi per diritto divino, ecco servita la prova disastrosa di ieri sera. Buona per convincere anche i pasdaran ronaldiani che gli si fa già un grande favore portandolo in Qatar. Ma per essere titolari serve ben altro. Serve un CR7 che forse non c'è più. Di fronte a ciò, l'eliminazione dalla Final Four di Nations League è sacrificio sopportabile.

@pippoevai