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C'è fiducia in casa Sporting, i portoghesi arrivano all'Allianz Stadium per provare a ribaltare i pronostici. A suonare la carica, oltre al tecnico Jorge Jesus c'è l'italiano Piccini. 

PICCINI - “Sono contento di essere tornato in Italia, giocando una grande competizione. La Juve rimane una squadra molto compatta, una grande squadra. Non dobbiamo farci ingannare dalle ultime partite, hanno grandi giocatori e noi proviamo grande rispetto. Ma siamo qua per vincere, abbiamo la responsabilità di farlo perché giochiamo in un grande club e rappresentiamo 3.5 milioni di tifosi. Questa partita è importante per tenere vivo il sogno del passaggio del turno. Qui ho trovato un ambiente fantastico, sto crescendo tanto, ovviamente non posso considerarmi un titolare perché siamo in tanti sempre all'altezza. Per fermare i giocatori della Juve bisognerà fare un grande lavoro”.
 

JORGE JESUS - “Partendo dal principio, con il Barcellona che ha già sei punti, crediamo tanto l'allenatore della Juventus quanto io, che una delle altre tre può arrivare seconda. Perciò non voglio escludere l'Olympiacos del gruppo, però è vero che dopo la vittoria dello Sporting ad Atene, se riusciamo a fare risultato positivo qui potremmo avvicinarci all'obiettivo. Ma non credo sia la partita di domani che sia determinante, credo sia importante ma non determinante. La Juve? Ha perso solo una partita in campionato e ha perso un'altra partita col Barcellona, quindi non sta facendo una stagione così negativa come molto dicono. Non credo sia una squadra che ha bisogno di presentazioni, negli ultimi tre anni in Champions è arrivata due volte in finale. Quindi dobbiamo giocare la sfida nel migliore dei modi. Coentrao e Doumbia? Sono in condizione di giocare. Però prima della partita noi facciamo un allenamento e durante gli allenamenti succedono cose a cui non siamo preparati. Se non succede niente di strano tanto Doumbia quanto Coentrao saranno pronti per la partita”.