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Sogna in grande, ma per il momento si deve accontentare di partire dalla panchina. Nella nuova Roma di Aurelio Andreazzoli, Pablo Daniel Osvaldo si sta ritrovando a recitare la parte del rincalzo.
Anche col Palermo, infatti, l'italoargentino è stato escluso per scelta tecnica dalla formazione titolare così come era accaduto nelle ultime due uscite contro Udinese e Parma. Il momento non certo positivo, però, non sembra aver scalfito l'autostima del giocatore. «A livello personale posso fare meglio. Credo che il miglior Osvaldo non si sia ancora visto» ha spiegato in una lunga intervista rilasciata al quotidiano spagnolo Marca. Insomma, davanti a sè l'attaccante vede una carriera ancora ricca di soddisfazioni. Magari ancora nella Liga, dove ha già giocato vestendo la casacca dell'Espanyol. «Andare al Real Madrid? Giocare in squadre del calibro dei 'blancos' è il sogno di ogni calciatore, tuttavia prima devo giocare molto, molto bene con la Roma e vincere con questa maglia - ha dichiarato Osvaldo - Cosa ci manca? I risultati e qualche titolo. A mio parere siamo già una squadra di grande livello tecnico. Quando siamo al cento per cento possiamo competere con chiunque. Se possiamo raggiungere il terzo posto? Spero di sì, abbiamo l'obbligo di provarci fino alla fine». In stagione, però, i giallorossi hanno perso parecchi punti e cambiato anche l'allenatore. «Non trovo una spiegazione a quanto successo alla squadra con Zeman - ha confessato - Nel calcio può succedere di tutto. Per il modo di giocare che ha Zeman però è normale che una squadra possa pagare qualcosa all'inizio. Non direi che i giocatori erano gli unici colpevoli. Quando le cose non vanno bene, la colpa è di tutti. Siamo un gruppo, nel bene e nel male». Anche se con la tifoseria giallorossa il feeling non sembra più così saldo: «Forse il mio carattere forte può essere dannoso, ma è un'arma a doppio taglio: se sono riuscito ad arrivare fino a qui forse questo ha a che fare anche con il mio carattere», conclude Osvaldo.