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Appuntamento fissato per i primi di luglio. È l'impegno messo nero su bianco nel comunicato stampa con cui, nella giornata di ieri, il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna ha reso nota l'apertura di un procedimento d'urgenza su richiesta di Carmine “Mino” Raiola. C'è in ballo la sessione estiva di calciomercato, durante la quale il superagente italo-olandese rischia di essere il grande assente. E si tratterebbe di una defezione clamorosa, originata dalla squalifica di tre mesi comminata dalla Figc in conseguenza del “caso Scamacca”. Lo stop è stato recepito dalla Fifa e esteso su scala mondiale. Contro la decisione della confederazione mondiale, Raiola ha presentato due ricorsi al TAS: uno per ottenere l'annullamento della squalifica, l'altro per ottenere una sospensiva della squalifica in attesa che giunga la sentenza di merito. Col comunicato ufficiale di ieri il Tas ha reso noto che la richiesta di sospensiva è stata accolta riguardo alla squalifica internazionale mentre resta valida quella Figc. Dunque, in attesa che giunga la valutazione di merito, Raiola non può operare soltanto sul territorio italiano. Per ciò che vale, e per quanto squalificare un soggetto di questa forza significhi effettivamente inabilitarlo.

Fin qui gli aspetti ufficiali della vicenda. Ce ne sono invece altri, col carattere del retroscena, che permettono di dare una lettura più approfondita delle dinamiche innescate intorno al ricorso del signor Carmine “Mino” Raiola. Durante i mesi scorsi due persone molto bene informate sui fatti del calcio, nonché in nessun rapporto fra loro, ci hanno illustrato in tempi diversi uno scenario ben preciso: lo scontro frontale tra lo stesso Raiola e il presidente della Fifa, Gianni Infantino. Uno dei due insider ci ha riferito dell'insofferenza mostrata diverse volte dal capo del calcio mondiale verso il più spregiudicato fra i superagenti. Un'insofferenza in cerca del pretesto giusto per fare esplodere apertamente il conflitto. Che si tratti di una reale rappresentazione delle cose o di un'interpretazione forzata, non è dato sapere. Di sicuro c'è che adesso il conflitto aperto è esploso.

Ma non è che Raiola se ne stesse passivamente a attendere gli eventi. Anche lui, dando per buono quanto riferito dal secondo insider, stava affilando le armi per sfidare la Fifa sul terreno delle regole, soprattutto quelle sulle terze parti. Da tempo sarebbe in atto un gran lavorio preparatorio da parte dei legali del superagente, con l'obiettivo di trovare il terreno legale su cui condurre questa guerra e le armi per vincerla. Anche nel caso di Raiola, c'era da aspettare il pretesto. E anche nel caso di Raiola, il pretesto è arrivato. Dunque adesso la palla passa al TAS. Che dovrà decidere sul merito della singola vicenda, ma al tempo stesso si troverà a assegnare a uno dei contendenti la vittoria nel primo atto di una guerra. Che sarà lunga e cruenta.

@Pippoevai