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    Ranocchia fa ombra a Paredes, 'è da big': la scelta chiave del Monza e i piani della Juve

    Ranocchia fa ombra a Paredes, 'è da big': la scelta chiave del Monza e i piani della Juve

    • Federico Albrizio
    Una prova di personalità allo Stadium, davanti a quello che può essere il suo futuro. Il suo Monza ha perso, ai quarti di finale di Coppa Italia vola la Juventus, ma Filippo Ranocchia ha sfoderato un'altra prestazione di livello e convinto anche i più scettici: la sua carriera può toccare alti livelli. Ne è sicuro Raffaele Palladino, tecnico dei brianzoli, che al termine del match non ha usato giri di parole: "E' un giocatore straordinario, conto molto su di lui. Si impegna ogni giorno, ha futuro e prospettiva, se si migliora così può arrivare in una grande squadra". Palla quindi a Ranocchia, che intanto si gode una prova importante nella quale stravince il duello a distanza con Leandro Paredes, nei piani della Vecchia Signora il regista tanto agognato dai tempi di Pjanic.

    DA PIRLO AD ALLEGRI - E chissà che proprio il ruolo di regista basso non possa essere il futuro di Ranocchia in bianconero, vista la sua evoluzione. Nato trequartista ai tempi delle giovanili del Perugia, da cui la Juve lo ha prelevato nel 2019, il classe 2001 ha gradualmente arretrato il proprio baricentro fino a diventare una mezzala o il primo creatore di gioco davanti alla difesa. Da Ricardo Kakà, idolo di infanzia, a Toni Kroos, modello di riferimento del presente, una parabola chiara che ben sia abbina alle sue caratteristiche. Grande visione di gioco, una struttura fisica importante ma allo stesso tempo un buon passo. E, soprattutto, quell'abilità di calciare e lanciare indifferentemente con destro e sinistro che aveva già stregato Andrea Pirlo alla Continassa. Doti che hanno attirato l'attenzione anche di Massimiliano Allegri, prodigo di consigli per Ranocchia tra cui uno fondamentale: quello di trasferirsi al Monza, per il forte rapporto con Galliani e per un progetto che poteva essere ottimale per il percorso di crescita.

    LA SCELTA DEL MONZA E I PIANI DELLA JUVE - Un progetto che il classe 2001 avrebbe anche potuto lasciare in queste settimane, perché nella prima parte dell'anno con Stroppa in panchina non era riuscito a trovare continuità. La musica è cambiata con l'avvento di Palladino, ma le possibilità di cambiare aria erano vive e in Italia tanti club hanno effettuato sondaggi (Torino, Fiorentina, Cremonese e Udinese) così come all'estero. Tante idee, stoppate sul nascere. Perché il Monza ha sempre avuto le idee chiare: nessuna intenzione di lasciar andare Ranocchia, con la prospettiva di garantirgli più spazio nella seconda metà della stagione. Detto, fatto. Filippo si è ritagliato più spazio e ha continuato a mettersi in mostra, alimentando il dibattito su quale possa essere il suo futuro, tutto in mano alla Juve. Vero che il Monza vanta un diritto di riscatto, ma i bianconeri non hanno alcuna intenzione di mollare la presa sul ragazzo e in questo senso va letto il contro-riscatto fissato nell'accordo. La convinzione maturata è che Ranocchia sia da Juve, presto o tardi. Vero che inserire un altro giovane a centrocampo con Fagioli e Miretti potrebbe offrire alla società torinese di rinunciare a cuor leggero al riscatto del poco convincente Paredes e proiettarsi ancor di più verso una rivoluzione green, d'altra parte però c'è la volontà del ragazzo di non fermarsi: "Magari un giorno potrei tornare, anche se credo che in questo momento per me sia importante giocare con continuità e fare esperienza. Un domani chissà...", l'ammissione del 21enne. Tornare alla Juve sì, ma non per fare da comparsa. Tutto si deciderà sul campo nei prossimi mesi: Ranocchia conquista punti, i bianconeri hanno un'altra pepita tra le mani.

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