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A quasi un anno di distanza dal suo sbarco in terra spagnola, si può dire che Simone Zaza ha vinto la sua personale scommessa, quella di tornare a essere un punto di riferimento in attacco per il Valencia sognando ora un ritorno in grande stile anche in Nazionale. E da buona punta centrale, per convincere Ventura a richiamarlo in Azzurro, lo ha fatto usando la maniera che gli riesce più naturale: a suon di gol.

UN INIZIO STORICO - Che l'italiano al suo secondo anno in LIga sia tornato a essere quello di una volta lo dimostrano i numeri. Zaza con gli 8 gol segnati in nove partite è il capocannoniere della squadra, secondo a parimerito con Bakambu del Villarreal alle spalle di Leo Messi nella classifica del "Pichichi" del campionato; e le sue reti hanno permesso al Valencia di aver inanellato il miglior inizio di stagione della sua storia, con 7 vittorie due pareggi e nessuna sconfitta, oltre ad essere secondo nella classifica generale a 4 punti dal leader Barcellona. Prestazioni, quelle dell'attaccante di Policoro, che gli hanno fatto vincere il premio quale miglior giocatore della Liga del mese di settembre.

PARTE DEL GRUPPO - Ma cosa è cambiato perché Zaza tornasse a essere l'attaccante che molti ricordano ai tempi del Sassuolo? A rispondere al quesito è stato un altro italiano che ha lasciato il segno nel Valencia, Amedeo Carboni. "I gol che sta mettendo a segno in Liga sono un balsamo a livello personale ma anche un bene per la squadra. Simone è un gran lottatore e ha un gran margine di miglioramento." Caratteristiche che in Inghilterra, quando Zaza firmò per il West Ham, non hanno visto. "Momenti diversi, - spiega ancora Carboni, - Qui in Spagna penso abbia trovato un ambiente più familiare in cui si senta più valorizzato, in più Valencia è una piazza importante che ti porta a tirare fuori il meglio di te." E lo stesso Simone Zaza ammette che sentirsi parte di un gruppo unito è la chiave per il magico momento che sta vivendo. "È un bel momento per me e per la squadra, ma la cosa più importante è che siamo un gruppo molto unito, che tira dritto senza ascoltare le sirene che vengono da fuori, e dobbiamo continuare così".

L'IMPORTANZA DI MARCELINO - Un ruolo importante nella fantastica partenza di Simone Zaza lo ha avuto anche il nuovo allenatore Marcelino, con il quale l'italiano ha un ottimo rapporto, anche dopo la sua esclusione dall'undici titolare nella quarta giornata contro il Levante. Nel match successivo Zaza è tornato dal primo minuto e ha messo a segno una tripletta, tre gol di rabbia come ha ammesso lo stesso attaccante italiano: "Sì, tre gol fatti con rabbia, ma ero arrabbiato solo con me stesso per essere stato escluso, - spiega Zaza, - Parlando con l'allenatore ci siamo spiegati in due minuti. Nessuna polemica, siamo una squadra molto unita è questa è la cosa più importante". E aggiunge, "Ci siamo resi conto che da quando è arrivato Marcelino abbiamo regole più ferree rispetto all'anno scorso, però questo non significa che il tecnico sia un dittatore, è un grande allenatore che si prende cura della squadra". Tra le regole imposte da Marcelino c'è anche quella di controllare il peso, che sgarra viene multato, da qui l'imposizione di servire pasta integrale ai membri della squadra, ma su questo Simone Zaza preferisce sorvolare: "Meglio che non dica nulla, - scherza il capocannoniere del Valencia, - se lo viene a sapere mia nonna mi ammazza!" E se la pasta integrale è il segreto degli otto gol segnati finora da Zaza in campionato, c'è da immaginiarsi che molti attaccanti d'ora in poi cambieranno il loro menù.