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Fra gli ospiti che ieri sera hanno affollato il salone dei Cinquecento, all'interno di Palazzo Vecchio a Firenze, per la presentazione ufficiale del libro 'Caro mister…lasciati raccontare' di Michela Lanza, c'era anche il tecnico della Primavera viola Renato Buso. 'Del primo allenatore avuto a Firenze ho un ricordo eccezionale: si trattava di Bruno Giorgi, che è scomparso poco tempo fa - ha dichiarato Buso ai cronisti -. E' un ricordo vivissimo, perché è stata una persona di grande umanità, anche in un momento di estrema difficoltà come fu quel campionato. Come Primavera viola stiamo attraversando un bel momento, stiamo dando dei segnali positivi. Siamo una squadra giovane che sta crescendo, visto che abbiamo finito l'ultima gara, quella contro la Sampdoria di sabato scorso, con cinque '93 in campo. Dobbiamo trovare una continuità ma siamo in crescita costante, in un campionato che quest'anno è molto difficile'.

Ma in questi giorni a Firenze, in chiave settore giovanile, si parla soprattutto del debutto del giovane difensore classe '92 Michele Camporese. 'E' un ragazzo di grande personalità, che ho avuto il piacere di allenare fin dal torneo Allievi, quindi è cresciuto con me - ha affermato Buso -. Non rischia di montarsi la testa perché ha personalità e carattere per capire certe cose. So che ha delle qualità, è anche molto bravo tecnicamente, è ovvio che deve crescere sotto tutti gli aspetti, soprattutto a livello di intensità, perché è fondamentale contro avversari di grande livello, quale è stato Ibrahimovic sabato scorso. Ora si troverà di fronte, sabato prossimo, una Juventus che sta molto bene fisicamente: lui sa che deve avere una grande concentrazione, e sono sicuro che l'avrà, e dovrà essere umile e sereno nell'affrontare questa partita. Ho sempre detto ai miei ragazzi che quando arrivano in prima squadra, devono portare entusiasmo e passione per questo sport. Babacar? Lui deve fare il salto di qualità, ovvero quello che manca alcune volte ai ragazzi della sua età. In prima squadra non bastano solo le qualità tecniche e fisiche, serve grande mentalità. In Primavera ha fatto molto bene, ma adesso in prima squadra ha attaccanti superiori a lui, quindi deve portare quell'entusiasmo e quella voglia di fare, cose in cui alcune volte lui pecca. Aspettiamo, non diamogli la croce addosso, ricordiamoci che è un classe '93. Ho ereditato i tanti ragazzi che sono arrivati in Under 21 ed in Under 20, ma dietro c'è un processo di crescita costante, perché questi '92 sono una selezione che viene da anni di lavoro di Corvino e di tutto il settore giovanile. Io ne ho preso consegna negli Allievi, ma fin dagli esordienti seguono questi ragazzi, quindi il merito del momento bello del settore giovanile viola va esteso a tutti i tecnici'.

'Con Mihajlovic c'è continuità di lavoro rispetto al rapporto che avevo con il precedente tecnico, e questo è fondamentale per crescere ragazzi che, essendo in Primavera, sono ancora nel limbo fra settore giovanile e prima squadra - ha concluso 41enne di Montebelluna -. In futuro credo ci saranno altri giocatori che dalla mia arriveranno in prima squadra, perché la Fiorentina e Corvino hanno fatto negli ultimi anni un processo di selezione che riguarda ragazzi classe '93, '94 e '95 che promette un bel futuro'.