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E’ stata respinta in Senato la mozione di sfiducia presentata contro il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Matteo Renzi non va fino in fondo: Italia Viva non vota la mozione di sfiducia a Bonafede. Il ministro rigetta le accuse e promette alla maggioranza "leale collaborazione sulle riforme".

Voteremo contro le mozioni di sfiducia, ma riconosciamo al centrodestra e a Emma Bonino di aver posto dei temi veri”. Lo ha detto nell’Aula del Senato Matteo Renzi (Iv) nella sua dichiarazione di voto sulla sfiducia al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. “Non ci interessa un sottosegretario ma sbloccare i cantieri. Quando portiamo delle idee non stiamo cercando visibilità”. Italia Viva scioglie così le riserve sul voto, salvando il Guardasigilli e fermandosi a un passo dal far scattare la crisi di governo.

“Il presidente del Consiglio ha detto che in caso di sfiducia al ministro Bonafede avrebbe tratto conclusioni politiche. In questi casi il presidente del Consiglio si rispetta e si ascolta: presidente, lei si assume la responsabilità e noi la seguiamo”, ha detto Renzi, come riporta huffingtonpost.it. E ancora: “Riconosco al presidente del Consiglio di aver dato negli ultimi giorni segnali importanti, ho molto apprezzato la posizione sull’Irap, la battaglia per la legalità con la ministra Bellanova, l’accelerazione sulle riaperture, e tuttavia ancora molto è da fare”.
Poi, rivolgendosi direttamente a Bonafede: “Se votassimo con il metodo usato da lei nella sua esperienza parlamentare nei confronti dei membri del governo, lei oggi dovrebbe andare a casa: Alfano, Guidi, Boschi, Lupi, Lotti, De Vincenti. Ma noi non siamo come voi”, ha detto Renzi. “Non ho dubbi, lei è tutto e tranne che avvicinabile dalla mafia, ma spero che questa vicenda possa far riflettere: essere additati ingiustamente, andare sui giornali, costringere la propria famiglia a subire l’onta fa male, la notte passi a pensare che è colpa tua”.

La replica di Bonafede in Senato: “Quando si giura sulla Costituzione come ministro della Repubblica, si decide di essere, in tutto e per tutto, uomo delle istituzioni. In queste ultime tre settimane fuori da qui si è sviluppato un dibattito gravemente viziato da allusioni e illazioni”.

Infine, sulle misure anti Covid nelle carceri: “Il piano di prevenzione e contrasto del contagio non solo c’era. Ma almeno fino a questo momento ha anche funzionato. E’ totalmente falsa l’immagine del governo che avrebbe spalancato le porte ai detenuti”. E ancora: i giudici che hanno scarcerato i detenuti in questi ultimi mesi - ha aggiunto il ministro - lo hanno fatto in base a leggi “in vigore da 50 anni e che nessuno aveva mai cambiato”.